Il Liberati? Una cattedrale nel deserto

C'era una volta la Città dello sport. Un'isola che non c'è, tanto per restare in tema di favole, anzi che non c'è mai stata, rimasta chiusa nel cassetto come spesso succede ai sogni. Un cassetto nel quale viene quasi spontaneo però ridare una sbirciatina in questi giorni in cui, tra il serio e il provocatorio, il Rugby Temi ha chiesto al Comune di poter giocare nel glorioso stadio Liberati le partite del prossimo campionato.
Al di là di come andrà a finire la questione specifica (lunedì è in programma una riunione tecnica a palazzo Spada convocata dall'assessore allo Sport, Bartolini) non si può non tornare a interrogarsi sull'utilizzo dello stadio e sulla riqualificazione dell'intera area ovvero quella che comprende la piscina (i cui lavori potrebbero sbloccarsi dopo l'approvazione del bilancio) e la zona dell'ormai ex mattatoio dove dovrebbe sorgere il tanto agognato palazzetto. Insomma quella che una volta veniva immaginata, appunto, come la Città dello Sport. Interrogativi probabilmente sollecitati dalla "depressione" post retrocessione della Ternana che ha colpito molti sportivi ternani e che ha portato qualcuno a parlare di "declino dello sport", ma che trovano fondamenta anche nella necessità di (ri)dare una centralità, sportiva e sociale, ad una zona strategica della città ormai relegata all'angolo.
Insomma se dei 60mila "turisti dello sport", secondo le cifre diffuse venerdì dall'assessore Bartolini, che nel corso dell'ultimo anno sono arrivate in città per gli eventi legati al canottaggio, alla scherma, al tennistavolo o agli sport che gravitano intorno alla cascata delle Marmore, nessuno di questi è praticamente passato dal Liberati un motivo ci sarà. La condizione della Ternana rivela ormai che quell'impianto, ormai vecchio e ridotto ai minimi termini, è sovradimensionato sotto tutti gli aspetti e non solo per i risultati sportivi.Nell'ultimo campionato - a fronte di una capienza di circa 17mila persone - sono stati mille gli abbonamenti alla Ternana e intorno ai 2mila gli spettatori complessivi a ogni "esibizione" delle Fere.
La Ternana utilizza lo stadio in base a una convenzione con il Comune - che scade nel 2012 - per cui la società di via Aleardi paga a palazzo Spada oltre 200mila euro all'anno per l'affitto dello stadio e la manutenzione ordinaria dell'impianto e del manto erboso. Una cifra che, per il campionato che fa la Ternana, potrebbe essere anche alta (tant'è che si vorrebbe ridiscuterla), ma che per il Comune rappresenta un buon introito comunque è inferiore a quanto spende per la manutenzione straordinaria.
Nel bilancio 2011 l'assessorato ai Lavori pubblici ha stanziato 400mila euro che dovranno servire alla sistemazione degli spogliatoi e i locali sotto la tribuna A. Una cifra ridimensionata, viste le ristrettezze economiche di palazzo Spada, rispetto a quelle degli anni scorsi quando il Comune è arrivato a spendere milioni di euro per la messa in sicurezza dello stadio. Troppi secondo l'assessore ai Lavori pubblici, Silvano Ricci, che soltanto un anno e mezzo fa circa era arrivato a proporre di costruire un nuovo stadio, da realizzare in project financing, più moderno e dimensionato alla realtà sportiva e cittadina. Quell'idea, sulla quale a lungo a fari spenti si è lavorato con una cordata di imprenditori locali, sembra essere per il momento tramontata sotto i colpi della crisi anche se resterebbe la "strada maestra" magari allargando il "pacchetto" alla realizzazione del palazzetto dello sport per il quale si sta facendo spazio nell'area del mattatoio. Aspettando che qualcuno costruisca il nuovo stadio, lo stesso che magari possa riportare la Ternana in alto, il nodo su come cercare di sfruttare maggiormente lo stadio resta. Perché ad esempio, non provare a inserire il Liberati nel circuito dei concerti e dei tour estivi dei cantanti che spesso toccano anche realtà più piccole di quella di Terni? In questo senso lo stadio ternano è stato utilizzato poche volte da quando è stato costruito: Venditti, Baglioni e i Pooh negli anni `80, poi il successo del concerto di Vasco Rossi nel 2005 fino al flop del 2009 di Gigi D'Alessio.
"É un'idea su cui abbiamo ragionato - dice l'assessore alla Cultura, Simone Guerra - anche se, pure in passato, ci si è sempre scontrati da una parte con i vincoli della convenzione con la Ternana e soprattutto con i costi molto alti di operazioni del genere. Come Comune, soprattutto di questi tempi, non possiamo mettere a disposizione delle risorse economiche se non garantire l'utilizzo gratuito dell'impianto. Servono operatori del settore che, magari anche con l'aiuto dell'amministrazione, riescano a mettere insieme sponsor e fondi privati ma il rischio di impresa è molto alto."
E sarebbe proprio di fronte ai costi alti che si sarebbe arenato il progetto, sottoposto all'amministrazione comunale circa un mese fa, di portare al Liberati il tour di Zucchero. Si vede che quest'anno, allo stadio di Temi, non si può far altro che ingoiare amaro.
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 13 Giugno 2011

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