Dopo le notizie di stampa sull'ennesimo buco di bilancio dell'Afm, interviene con tempismo e durezza il consigliere comunale dell'Udc, Melasecche:
"Non esistono parole per definire la situazione con cui questa giunta sta gestendo la città. Torna il dramma dell'Afra, mai concluso. Dopo gli annidi Raffaelli, con perdite su perdite, Di Girolamo aveva con Paci garantito che tutto sarebbe cambiato. Infatti siamo al nono anno consecutivo di perdite, con una somma complessiva che supera i 4.000.000 di curo, se consideriamo le perdite gestionali che sono quelle che contano, non ammorbidite delle rendite dei "pronti contro termine" prodotte dagli utili dei tempi della nostra giunta, mai riversati nelle casse comunali e con cui per anni l'Afm ha truccato il risultato finale di gestione. Ben 8 anni sono trascorsi dalla nostra proposta di privatizzare l'80% della sola gestione delle nostre farmacie pubbliche. Se fossimo stati ascoltati, Terni avrebbe oggi una disponibilità finanziaria di oltre 20 milioni di curo. Gravissimo è il risultato di 590.000 euro di perdita, il peggiore di questi 12 anni. Ma ancor più grave è aver nascosto alla città, con uscite incoraggianti del tipo "siamo sulla via del risanamento", oppure "quest'anno la perdita sarà al massimo di 30.000 euro", fino a dichiarare in consiglio comunale che ormai eravamo giunti al pareggio. Sembra piuttosto si tratti di perdita totale di credibilità della giunta e del cda scelto da Di Girolamo.
Siamo in mano a dilettanti pericolosi o bugiardi incalliti? Perché la cosa più grave è che sembra si tratti di un terzo circa addebitabili alle cure prestate dagli attuali amministratori, ma circa 400.000 euro pare debbano attribuirsi alle passate gestioni. Ciò significa, in base ad elementari principi giuridico-contabili, che i bilanci presentati fin qui erano falsi. Su questo fatto gravissimo valuteremo se sollecitare la Corte dei conti, ma anche la procura della Repubblica, a verificare le ipotesi di irregolarità con cui si falsificano i bilanci di aziende pubbliche. Si è superato qualsiasi limite di tolleranza e i ternani dovranno fare altri sacrifici per coprire l'incapacità di questi amministratori. Chiedere a Paci di dimettere l'attuale cda dell'Afm è il minimo, altrimenti dovrebbe esser lui a togliere il disturbo."
Il Giornale dell'Umbria Mercoledì 6 Luglio 2011

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