In una regione slow come l'Umbria è possibile puntare su un festival fast senza venir considerati fastidiosi o fuori sincrono? La risposta è sicuramente si perché Es.Terni, giunta alla sua sesta edizione, anche se quest'anno cambia nome non cambia pelle e nemmeno organizzatori (Linda Di Pietro e Massimo Mancini), per cui è stato e resta il festival più trasgressivo, più dinamico, più moderno e potenzialmente più internazionale di tanti altri presenti nella nostra regione perché va alla scoperta del futuro della cultura scandagliando nel mondo delle arti là dove i talenti sono ancora in embrione. Ed è per questo che viene considerato una delle manifestazioni umbre più interessanti e vive anche se è tra le più povere con i suoi 150mila euro per 11 giorni di programmazione. "Fast" , così si chiamerà d'ora in poi, è una parola inglese buona per tutte le stagioni. Significa "rapido, veloce" come deve essere un festival che segue o anticipa i cambiamenti nel campo delle arti dell'attuale generazione in una regione che del vivere "morbido" fa il suo punto di forza però vuol dire anche " saldo, sicuro, solido", in pratica un punto fermo. una casa dove tali cambiamenti troveranno sempre accoglienza. La piccola rivoluzione, dicono gli organizzatori, è dovuta ad un nome che ormai stava troppo stretto. Era legato all'ex Siri, ormai diventato Caos a tutti gli effetti, ad una identità di "ex" che non gli appartiene più ed è diventata ingombrante anche per Terni, ad una impostazione che aveva come perno artisti provenienti da fuori, esterni ad una città che oggi celebra i 150 di storia della propria componente industriale ("un villaggio diventato città") e che, tra l'altro, nel nuovo nome ritrova il legame con l'Ast acciai speciali. "Si tratta" precisa l'assessore regionale Bracco
"di un'esperienza d'avanguardia che da esterna diventerà un po' più interna, legata maggiormente al territorio, anche grazie alla rete, in un progetto culturale allargato. Perché è bene ricordarlo: i consumi culturali, è dimostrato, stanno crescendo ma solo entro la fascia d'età dei trentenni. La nuova generazione è più avanti rispetto a quella precedente e questo provoca una frattura tra innovazione e cambiamento che si scontra con un Paese per vecchi, ancorato al passato."
Il passato è una parola che non fa parte del vocabolario del nuovo "Fast" che si svolgerà, come sempre all'interno del Caos (ex Siri) ma anche per le strade, nelle piazze (in Piazza della Repubblica ci sarà anche il cinema) , lungo il fiume Nera dove verrà allestita una cittadella.
"Non sarà più un festival dalla programmazione lineare"
precisa Linda Di Carlo nel corso dell'incontro stampa organizzata per la prima volta a Perugia (a Terni ce ne sarà un'altra in prossimità dell'inizio)
"ma la casa di tanti progetti. Una sorta di matrioska o di scatola cinese. Ci saranno tante collaborazioni in rete con maglie sempre più larghe. Alcune saranno umbre come il Teatro Stabile che ci è vicino sin dall'inizio, la Fontemaggiore, il Festival dell'Immaginario e altre nazionali e internazionali come France Dance, il Festival Prato Contemporanea, la Quadriennale di Praga, Santarcangelo, El teatro di Tunisi, Cràp di Barcellona, Officina Dansem di Marsiglia"
Sei i progetti trainanti della programmazione dal 15 al 25 settembre: Miniatures, Intersection, gli spettacoli vincitori dei premi Scenario e Anticorpi Xl, Umbria Creativa, in un intreccio di soggetti locali, nazionali ed internazionali (170 artisti, 52 formazioni di 18 nazioni) che pur essendo divisi in sezioni dialogheranno tra loro per reti di relazioni e linee di pensiero proponendo ben 28 prime nazionali. Un festival quindi, vivaddio, degno di questo nome che produrrà in Umbria cultura ad alto livello sia pure avendo a disposizione, come detto, solo 150 mila euro comprendenti i contributi del Ministero, su tre capitoli (teatro, danza e progetti speciali) con un leggero aumentato, più 45 mila euro della Regione, 20 mila del Comune di Terni, 15 mila circa degli incassi, ambasciate che danno una mano per i cachet degli artisti, aiuti comunitari e sostegno dello Stabile umbro. Tra i 170 protagonisti di "Fast" anno zero (a pieno ritmo inizierà dal 2012) troviamo tra gli altri Emma Dante , il Gruppo Nanou, Babilonia Teatro, Eva Meyer-Keller (Dusseldorf), Teatro Sotterraneo, Lucy Sugate (Londra) Dries Verhoeven (Amsterdam), Fergal Mc Carthy (Dublino), Alia Sellami (Tunisia) Shema Aziz (Il cairo) ma anche gli umbri Emiliano Pergolari, Michele Bandini, Oreste Crisostomi, i Deja Donné ed Alice Gosti
Amma Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Venerdì 29 Luglio 2011

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