Terni un polo d'eccellenza che si è affermato nel tempo, grazie all'impegno di chi, quotidianamente, lo "anima". Un polo capace di sfornare veri e propri talenti che hanno fatto conoscere il suo nome, e quello di Terni, in giro per il mondo. L'istituto musicale "Briccialdi" è tutto questo e ora il suo futuro pare essere a rischio. Il problema, come sempre più spesso accade di questi tempi, è economico. Insomma, non ci sono abbastanza soldi. E c'è anche una cifra esatta, un numero preciso: mancano 800mila euro. Allora, andiamo per ordine. L'istituto musicale Briccialdi, che conta al momento 214 allievi iscritti, con altri 140 nei corsi liberi e 34 docenti tutti di grande rilievo vive di riflesso la crisi che vive il Comune. A causa delle difficoltà di bilancio, infatti, Palazzo Spada ha ridotto i trasferimenti al Briccialdi in maniera consistente.
"Mancano risorse per 800 mila euro - ha spiegato ieri mattina la segretaria generale della Cgil Lucia Rossi e c'è il rischio concreto che la situazione per il prossimo anno accademico sia insostenibile per questa eccellenza del territorio che ha formato tante musiciste e musicisti di successo anche internazionale."
E non è, stavolta, un problema occupazionale (o, almeno, non solo): gli insegnanti dell'istituto musicale, infatti, sono dipendenti comunali e, quindi, anche nella disperata quanto scongiurabile ipotesi che il Briccialdi fosse costretto a chiudere i battenti, loro non perderebbero il lavoro. Certo, i docenti ‘rientrerebbero' a Palazzo Spada e verrebbero 'utilizzati' secondo le esigenze dell'ente: è probabile che non finirebbero ai servizi cimiteriali o all'anagrafe, è chiaro, ma verrebbero disperse professionalità e esperienze enormi. E, allora, visto che i cordoni della borsa comunale sono fin troppo tirati, quale alternativa è praticabile? La proposta arriva sempre da Lucia Rossi:
"Chiediamo l'intervento della Regione affinché salvaguardi un patrimonio così importante per la città e per l'Umbria. Invitiamo il governo regionale a muoversi così come fatto nel passato per altre realtà."
Non solo, però. Dalla Cgil arriva anche un'altra proposta:
"Potrebbero essere studiati possibili contributi da parte dei privati o partnership con l'estero."
L'obiettivo, categorico, è uno solo: salvare il Briccialdi e garantirgli un futuro.
La Nazione Venerdì 22 Luglio 2011

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