Chiusa appena un anno e mezzo dall'inaugurazione. Un milione di euro buttato nel cestino e una decina di disabili soli rimasti senza assistenza. É il destino della struttura "Dopo di noi" di viale del Convento, denunciato ieri dal sito web Terninrete.it.
"Doveva essere la prima residenza pubblica per disabili rimasti orfani o che hanno i genitori troppo anziani per potersi prendere ancora cura di loro"
scrive Adriano Lorenzoni
"Sia l'Asl che il Comune, non hanno risorse e, pertanto, la struttura è chiusa"
spiega Guido Botondi, presidente dell'Associazione familiari dei disabili. La struttura si trova alla Polymer, a poca distanza dalla residenza per anziani Tiffany. Da qualche giorno sul cancello è stato apposto un lucchetto.
"Gli spazi esterni non sono stati completati - racconta Lorenzoni - mentre si notano umidità e prime crepe sui muri esterni. Mi pare che dal giorno della fantomatica inaugurazione nessuno ci abbia messo più piede."
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Il Giornale dell'Umbria Martedì 26 Luglio 2011

Doveva essere uno dei fiori all'occhiello del welfare ternano, la struttura del "Dopo di noi". La prima residenza pubblica per disabili rimasti orfani o che hanno i genitori troppo anziani per potersi prendere ancora cura di loro. Inaugurata nel marzo del 2010 con la solita parata delle autorità, a un anno e mezzo dal taglio del nastro non ha ancora visto un disabile al suo interno. La denuncia viene dal presidente dell'Afad Guido Botondi. L'Afad è l'associazione dei genitori che hanno figli disabili. La denuncia di Botondi è stata riportata domenica mattina dal quotidiano on line "Terni in rete" che ha lanciato l'allarme per un possibile spreco di denaro pubblico. Un milione e 200mila euro, tanto è costata la struttura del "Dopo di noi".Il servizio di Terni in rete parla anche di possibile degrado del complesso per mancato utilizzo.
"Siamo andati - si legge nel servizio on line di Terni in rete - al quartiere Polymer a vedere la casa del Dopo di noi. É situata in una zona interna, a 200 metri dal Noi due la via Narni e a poca distanza dalla residenza per anziani Tiffany, in via del Convento. É chiusa con un cancello verde sul quale è stato apposto un lucchetto grande con la plastica blu e con un reticolato che la cinge. Non molto alto, facile da scavalcare e non sorprenderebbe se qualcuno cercasse di forzare le porte o le finestre. Gli spazi esterni non sono stati completati mentre si notano umidità e prime crepe sui muri esterni. Mi pare che dal giorno della fantomatica inaugurazione nessuno ci abbia messo più piede."
Perché questo potenziale spreco di denaro pubblico e soprattutto perché questo servizio mancato ai disabili?
"Perché non ci sono i soldi, - risponde al quotidiano on line Terni in rete Guido Botondi - vede, sia l'Asl che il Comune non hanno risorse e, pertanto, la struttura è chiusa. Non solo, ma, secondo me, la storia è morta qui."
Botondi ricostruisce il percorso dei finanziamenti necessari per completare il Dopo di noi:
"C'era un bando regionale per finanziamenti a fondo perduto per circa 2 milioni di euro per tre strutture in provincia di Perugia e una in quella di Terni. A Terni sono finiti 780 mila curo che non sono bastati per completare il Dopo di Noi. Ne sono occorsi altri 400mila dei quali si sono fatti carico le cooperative che avevano concorso per il progetto."
Per una spesa complessiva di 1 milione e 200mila euro. Buttati via? si domanda Terni in Rete. Risposta pessimista del presidente dell'Afad:
"In Comune e all'Asl mi hanno detto che non c'è una lira."
Corriere dell'Umbria Martedì 26 Luglio 2011

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