Opposizione e Giunta Di Girolamo battagliano sul tema della distribuzione degli incentivi alla progettazione. Che per quanto riguarda le opere pubbliche è disciplinato dalla legge Merloni (109/94, incentivo del 2% perché le pubbliche amministrazioni non esternalizzino le progettazioni, ma le eseguano con personale interno). Per l'urbanistica ternana sembra tutto un po' più complicato e la questione è diventata terreno di scontro politico e procedurale, soprattutto per quel che concerne la destinazione delle compensazioni economiche che i cittadini devono pagare al Comune a fronte di varianti, anche parziali, agli strumenti urbanistici vigenti. Diverse delibere di Giunta dispongono che a fronte, ad esempio, di un aumento di cubatura, il cittadino debba versare al Comune una certa cifra quale compensazione per l'aumento di valore che l'immobile trae dall'operazione. Che fine fanno questi soldi che versa in più il cittadino? Questo il quibus, scoppiato lunedì pomeriggio. La Giunta proponeva al Consiglio comunale che il 50% di queste somme venisse impiegato per realizzare migliorie nel quartiere oggetto di variante, e il 50% per alimentare il fondo della progettazione interna (in questo caso urbanistica) ovvero per aumentare i soldi destinati alle tasche dei dipendenti-dirigenti impegnati nella variante. Pdl, Udc e Lista Baldassarre tuonano:
"é grave che in momento di crisi per la città e per i dipendenti comunali, l'assessore all'urbanistica inserisca di soppiatto una postilla che non destina i fondi per le opere pubbliche del quartiere, come abbiamo proposto noi, ma le riserva ai dirigenti dell'urbanistica. Chiederemo di accedere agli atti per vedere quanti soldi in nome dell'incentivo sono stati riscossi negli ultimi dieci anni. Vogliamo anche sapere a chi sono effettivamente andati e che ruolo queste persone hanno avuto nella progettazione."
"La progettazione interna - ribatte l'assessore Marco Malatesta - rappresenta un notevole risparmio per l'amministrazione comunale ed è definita attraverso un regolamento approvato nel 2001 sulla base di un preciso dettato della normativa nazionale che impone il pagamento di incentivi al personale. L'atto non modifica, né integra il regolamento, ma ne definisce solo la forma di finanziamento: si tratta di un ulteriore atto di trasparenza nei confronti del Consiglio. L'interpretazione dell'opposizione appare strumentale, tendenziosa e ostruzionistica"
La Nazione Mercoledì 13 Luglio 2011

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