Che finalmente l'amministrazione comunale abbia capito che un parco come quello della Passeggiata, l'unico polmone verde del centro, non può ospitare feste di partito? Sembrerebbe di sì, ma il condizionale è d'obbligo visto che ormai da anni, 2011 compreso, i giardini pubblici sono "vietati" per lunghi periodi alle normali frequentazioni dei cittadini per lasciare spazio alla kermesse di partito. Quest'anno, come noto, alla tradizionale Festa democratica (ex Unità) si è aggiunta quella di Liberazione (Rifondazione comunista per intenderci). La seconda è andata in scena dal 6 al 17 luglio scorsi, la prima non mancherà di allietare le serate ternane tra fine agosto e inizio settembre. Ed in mezzo via vai di lavori, montaggi, e smontaggi, camion e muletti nell'unica area verde del centro. Ora sembrerebbe, appunto, che la giunta abbia deciso, dall'anno prossimo, di sloggiare le feste di partito dalla Passeggiata, più consona allo svago dei bambini e a far respirare un po’ d'ossigeno a chi ne abbia voglia o bisogno, piuttosto di essere teatro di manifestazioni che il piano regolatore generale destinerebbe a vocabolo Staino. Lo ha fatto osservare nei giorni scorsi l'assessore al verde Luigi Bencivenga, da tempo impegnato tra l'altro a ripristinare, all'interno del parco, l'area ludica per i più piccoli, anch'essa origine di non poche polemiche. Un appunto, quello di Bencivenga, che ha riservato un pizzico di "veleno" per il collega di giunta Simone Guerra, assessore alla cultura.
"In merito ad alcune dichiarazione di stampa, intendo precisare - dichiara l'assessore a Guerra - che queste non vanno intese come una presa di distanza da parte mia nei confronti di alcuni colleghi di giunta. Mi sono limitato a rispondere a una sollecitazione giornalistica, sostenendo la realtà, cioè che la decisione di un doppio utilizzo della Passeggiata per eventi di partito è stata complessa, anche se in un ambito di serena e tranquilla dialettica tra colleghi di giunta. Da parte mia mi sono limitato ad evidenziare le esigenze di utilizzo culturale dell'Anfiteatro, senza nulla togliere alle feste di partito che rappresentano comunque un'occasione di socializzazione, di riflessione e di approfondimento."
Sì ma per socializzare, riflettere ed approfondire non dovrebbe necessariamente essere usato un parco pubblico, l'unico a disposizione in una vasta zona del centro sempre più oppressa da traffico e smog.
La Nazione Lunedì 25 Luglio 2011

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