Supera i 154 milioni di euro l'evasione fiscale scovata dalla guardia di finanza nel corso dell'ultimo anno tra ricavi non dichiarati, costi non deducibili e Iva non versata. A febbraio un imprenditore del settore dell'autotrasporto denunciò il furto di tutti i suoi registri contabili per nascondere i ricavi della sua attività al fisco. Ma i finanzieri, coordinati dal comandante provinciale Domenico Solfaroli Camillocci, scoprirono il raggiro e portarono alla luce la maxi evasione pari a un milione e 300mila euro di ricavi non dichiarati al fisco e di Iva evasa per altri 250mila.
Mesi dopo altri 8 milioni di euro di evasione fiscale furono scoperti dalla guardia di finanza. Sotto la lente d'ingrandimento dei militari di Terni e Orvieto finirono due aziende che operano nel settore dell'informatica e della telefonia e che avrebbero intrattenuto rapporti d'affari con paradisi fiscali. Più di recente un'impresa artigiana dell'Orvietana è finita nei guai per non avere presentato le dichiarazioni fiscali e per aver nascosto al fisco 7 milioni di euro di ricavi. Ci sono poi gli "invisibili", nullatenenti o quasi all'apparenza, pur avendo consistenti fortune alle spalle.
A Terni, il mese scorso, fu smascherato un commerciante di auto sul cui conto erano transitati nel giro di due anni qualcosa come 14 milioni di euro. Eppure per il fisco era un perfetto sconosciuto. Stesso copione per il sessantenne orvietano che viaggiava in Maserati pur avendo dichiarato al fisco 20mila euro. Le fiamme gialle lo accusano di aver sottratto al fisco un milione di euro.
Antonio Mosca
Corriere dell'Umbria Mercoledì 13 Luglio 2011

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