Il Fascino della Cascata …

Suggestioni, leggende e divertimento. I 165 metri che separano il Velino dal Nera non solo creano la cascata più alta d'Europa, ma regalano un'esperienza unica a quanti amano la natura e le sorprese che un parco naturalistico può nascondere. Tra visite guidate per adulti e bambini, passeggiate, escursioni in grotta e attività legate all'ambiente, per tutto l'anno è possibile avventurarsi nel parco della cascata per un'esperienza davvero unica. E se agli occhi dei turisti i tre salti delle Marmore si mostrano in tutto il loro splendore, anche i ternani stanno riscoprendo il piacere di fare una passeggiata all'interno dell'area. Complice il biglietto gratuito per i residenti, la cascata si fa anche da luogo d'incontro e di partecipazione, come accade anche in occasioni particolari, come nel caso della "cascata tricolore", omaggio ai 150 anni dell'Unità nazionale, che ha registrato migliaia di presenze.
Ma ci sono anche le famigliole che decidono di cenare all'interno dell'area, o le coppie che entrano il giorno del proprio anniversario per ricordare il primo incontro, proprio sotto l'arcobaleno delle Marmore. Mille storie e mille vite che si sono incontrate e che continuano a incontrarsi in una cornice unica che, con i suoi 400mila ingressi annui, rappresenta la meta più gettonata del territorio. Con i suoi due punti d'accesso - Belvedere inferiore e Belvedere superiore - e i suoi 5 sentieri, il parco permette di vivere la cascata a 360 gradi. Dal Belvedere superiore, a cui si arriva passando per Marmore, si può ammirare il primo salto della cascata dalla specola realizzata dal papa Pio VI nel 1781, accanto al punto di osservazione preferito dai viaggiatori del Grand Tour.
Passando per la Valnerina, invece, si accede al Belvedere inferiore, collegato al superiore anche tramite il sentiero numero uno, che poi sarebbe l'antica via di collegamento con l'abitato di Marmore.La storia della cascata inizia nel 271 a.C., quando il console romano Curio Dentato intraprese un'opera di bonifica della pianura reatina realizzando un canale di oltre due chilometri fino al ciglio della rupe di Marmore. Il problema, come noto, riguardava il fiume Velino che, una volta arrivato a valle, si trovava intralciato dalla presenza di grandi residui calcarei, andando a formare una palude stagnante nociva per la salubrità dei luoghi. Gli interventi, nel corso dei secoli, furono numerosi, ma di certo non cambiarono la suggestione che il luogo era in grado di trasmettere, tanto da diventare una delle tappe obbligate del Grand tour, tra Sette e Ottocento.
"Caduta di acque! Veloce come la luce, la lampeggiante massa spumeggia, scuotendo l'abisso. Inferno di acque!"
scriveva lord Byron dopo aver ammirato la cascata durante uno dei suoi viaggi.Il poeta non poteva sapere che, secoli dopo, l'ingresso principale alla cascata avrebbe preso il suo nome e che nel piazzale sarebbe stata realizzata una scultura, raffigurante il mantello del poeta poggiato su una panchina. E non poteva neanche immaginare di essere il protagonista di una delle attività che oggi si svolgono all'interno del parco. Tra i tanti modi in cui è possibile visitare la cascata, infatti, c'è anche la visita teatralizzata, capitanata proprio da lord Byron che accompagna i visitatori alla scoperta degli angoli più suggestivi della cascata. Ma questo è solo uno dei modi per visitare l'area, da approcciare in base alle esigenze e ai tempi di ciascuno.
Si parte dalle visite guidate: si va da "Tra acqua e natura", della durata di un' ora, alle tre ore di "a tutta cascata", con un percorso trekking durante il quale vengono fornite informazioni approfondite sui vari aspetti della Cascata, dalla sua formazione allo sfruttamento per fini energetici. C'è poi "La potenza dell'acqua", visita di un'ora focalizzata sull'archeologia industriale.Del parco, poi, si possono conoscere più da vicino gli aspetti naturalistici grazie alla visita guidata botanica, a cura del centro didattico che, nel corso dell'anno, organizza anche interessanti attività dedicate alle scuole: i ragazzi possono dedicarsi all'allestimento di un erbario, al riconoscimento delle foglie e alla riproduzione delle piante, ammirando le principali specie della flora spontanea fra cui pioppi, salici, faggi, e numerose piante rare.Sempre per bambini e ragazzi, poi, è pensata la Fantapasseggiata: stavolta ad accompagnare i ragazzi alla scoperta dei segreti della Cascata, è lo Gnefro, simpatico folletto che popola la Valnerina, e in particolare la Cascata, che si diverte a fare piccoli dispetti ai passanti. Con lo Gnefro i più piccoli si avventurano nei sentieri 2 e 3, estremamente affascinanti per la loro vicinanza con l'acqua.C'è poi la possibilità di effettuare delle escursioni in grotta e di dedicarsi al rafting grazie alla collaborazione con il centro rafting di Papigno. Per conoscere in quali giorni sono organizzate le visite guidate e per eventuali prenotazioni è necessario informarsi presso gli Infopoint delle biglietterie.
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 4 Luglio 2011

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