"Ricostruire totalmente l'interno del teatro Verdi ridandogli finalmente l'aspetto originale che aveva prima della guerra."
O meglio prima dei bombardamenti del 1943 - 1944 che devastarono e incendiarono l'interno del teatro rendendone necessaria una ricostruzione radicale. É la proposta che lancia l'ingegnere Simone Monotti nell'ultimo numero di "Ingenium", la rivista dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Terni, fatta propria dallo stesso ordine che chiede sulla stessa l'apertura di un dibattito pubblico.
"La struttura esterna di facciata - si legge nell'articolo di Monotti - era identica a quella attuale in quanto ha resistito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. L'interno invece era totalmente diverso. Un vero e proprio gioiello per la città e non solo, progettato dall'architetto Luigi Poletti nel 1840. Si trattava di un classico teatro all'italiana con la platea circondata su tre lati da vari ordini di palchi. Il tutto era adornato con stucchi di pregio, colonne, dipinti, statue e decorazioni varie. Dal punto di vista impiantistico il teatro era all'avanguardia per l'epoca ottocentesca e primo/novecentesca, basti pensare che, dopo un intervento di ristrutturazione impiantistica, fu tra i primissimi in Europa ad essere dotato di un impianto di illuminazione elettrica. In poche parole il Verdi era un teatro da far invidia, al pari se non addirittura superiore ad altri ben noti che oggi sono il vanto delle città in cui si trovano come il Morlacchi di Perugia e il Mancinelli di Orvieto, tanto per non guardare lontano dal punto di vista geografico. La guerra purtroppo devastò l'interno del teatro al quale fu poi dato l'aspetto che oggi conosciamo e che ricorda sinceramente più un cinema o un teatro televisivo anni Sessanta che non un teatro vero e proprio."
Da qui la proposta lanciata dall'ingegnere Simone Monotti:
"Ricostruire totalmente l'interno del teatro ridandogli finalmente l'aspetto originale che aveva prima della guerra. Secondo una certa corrente di pensiero tale operazione genererebbe un così detto falso storico. Tale punto di vista è sicuramente degno del massimo rispetto tuttavia secondo gli ingegneri ternani sarebbe bene riflettere su due aspetti. Il primo è che l'opera non sarebbe totalmente nuova in quanto la facciata è oggi e resterebbe poi quella originale, quindi si tratterebbe solo di riconciliare in qualche mano l'esterno con l'interno. Il secondo aspetto di riflessione scrive l'ingegner Monotti - è che altrove si sono ricostruiti interi teatri di cui era rimasta solo cenere. Si è trattato di ricostruzioni e non di semplici ristrutturazioni. Tali ricostruzioni sono avvenute ridando l'aspetto originale con grande apprezzamento di tutta la comunità... Si pensi a titolo di esempio al Teatro La Fenice di Venezia o al Petruzzelli di Bari, entrambi devastati da incendi."
Corriere dell'Umbria 13 Agosto 2011

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