Arrivano i parrucchieri cinesi

[…], anche a Terni. In una città messa a dura prova dalla crisi economica e occupazionale, le attività commerciali gestite da cittadini extracomunitari, di nazionalità cinese ma non solo, trovano terreno fertile per svilupparsi e creare il proprio business. Il punto di partenza è rappresentato da prezzi di vendita decisamente concorrenziali e in qualche caso stracciati. Un aspetto che arriva diretto al cuore dei consumatori, soprattutto in questo periodo. Una leva che i detrattori collegano alla qualità scarsa delle merci, delle materie prime e a un approccio stakanovista al lavoro, ipotizzando scarse tutele e orari fin troppo liberi. Il dato di fatto è che in Italia le imprese gestite da immigrati cinesi hanno superato quota cinquantamila, con elevate concentrazioni in Lombardia, Campania e Toscana (Prato docet).
Commercio e manifatturiero sono i settori cardine di un fenomeno che ha risvolti economici, sociali e anche di costume. E nella nostra piccola realtà di provincia, non poteva passare inosservata l'apertura del primo parrucchiere gestito da cittadini cinesi. Una novità che ha scatenato la curiosità degli utenti finali, ma anche le polemiche di chi opera da tempo sul territorio nello stesso settore. Alla base c'è il timore che la propria professionalità possa uscire ridimensionata, svilita dal confronto con chi pratica prezzi bassi. Talmente bassi da innescare dubbi e perplessità di ogni genere, ma tutte da verificare, soprattutto sulla qualità dei prodotti utilizzati. Il listino del coiffeur asiatico è, in media, inferiore del 50% rispetto a quello di un qualsiasi commerciante locale, con punte del 60% e oltre.
Un ribasso che rischia di sparigliare il mercato locale e aprire un fronte ampio, soprattutto se il business esotico nel settore dell'estetica dovesse crescere ulteriormente. Alla rabbia degli acconciatori "tradizionali" hanno fatto seguito anche alcuni controlli da parte delle autorità competenti. Tutto in ordine, per il momento. E così, sulla spinta delle discussioni e della curiosità, abbiamo voluto toccare con mano questa nuova realtà, nata di recente in viale Cesare Battisti, a pochi passi da piazza Tacito. L'ambiente si presenta essenziale, spartano, ma accogliente. La cortesia dei tre giovani di nazionalità cinese che lavorano all'interno del negozio (due uomini e una donna), si mischia alla tradizionale riservatezza e alle difficoltà (a volte simulate) nel parlare in italiano. Pochi convenevoli: i ragazzi non si comportano da proprietari dell'attività e sono lì per lavorare sodo, senza perdersi in chiacchiere.
Fabio Toni
Corriere dell'Umbria Lunedì 19 Settembre 2011

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