Non accennano a placarsi le polemiche sollevate dalla decisione del Comune di obbligare i commercianti del nuovo mercato coperto di Largo Manni all'apertura pomeridiana (almeno tre ore tra le 15 e le 20). Anzi, la nota della Confcommercio provinciale, in cui l'organizzazione esprimeva pieno appoggio alla decisione dell'amministrazione a nome dei propri associati, ha gettato ulteriore benzina sul fuoco. La maggioranza dei ventisette esercenti della nuovo "cubo", infatti, è assolutamente contraria alla decisione di Palazzo Spada e grida a gran voce le proprie ragioni:
"Siamo qui in attesa dei clienti ma il pomeriggio non c'è nessuno - spiega Roberto Latini -, perché il mercato in Italia si fa storicamente solo di mattina. Confcommercio può scrivere quello che vuole - attacca -, ma qui al mercato in realtà ci sono ben pochi aderenti alla loro organizzazione. Se la decisione del Comune funzionasse, noi commercianti saremmo i primi ad essere contenti. Occupiamoci dei veri problemi, che sono altri: una struttura che è ancora un cantiere, senza un'indicazione e con un parcheggio in gran parte occupato da vetture che non c'entrano nulla."
Mauro Bosi concorda:
"L'ordinanza non ha alcun senso - spiega - è utile solo a complicarci la vita e causarci danni, sia dal punto di vista organizzativo che economico."
Il nodo risiede nell'obbligatorietà dell'apertura, pena una multa di 160 euro:
"Deve essere facoltativa per lasciare a ognuno il diritto di comportarsi come crede - dice Bruno Spinelli -, invece viene imposta senza consultarci e sotto la minaccia di multe. Lavoro con il pesce fresco pescato in nottata: come faccio a rifornirmi se sono costretto qui dalla mattina alla sera? Sono 15 anni che faccio questo lavoro, ora vogliono stravolgere tutto da dietro una scrivania. Cosa vuole il Comune, un centro commerciale o un mercato? Perché se volevano un centro commerciale dovevano essere chiari subito; con quelle regole avrei preso uno spazio in uno dei tanti ipermercati cittadini, non nel mercato coperto."
La richiesta è praticamente unanime:
"In molti qui la pensiamo allo stesso modo - spiega Rosita Antimiani -, anche perché i problemi più urgenti sono altri: ad esempio il Comune non ci ha ancora detto quali sono i costi di gestione, relativi alla parte 'condominiale' delle nostre attività.
Non ci ascoltano - commenta Simonetta Antinucci -, eppure non vogliamo imporre niente, solo avere la facoltà di decidere cosa è meglio per le nostre attività. Piuttosto che farci stare qui a non fare niente sarebbe bene che chi di dovere faccia qualcosa nel campo della pubblicità e della cartellonistica stradale."
In mezzo a tante voci polemiche, però, c'è anche chi appoggia la decisione di Palazzo Spada:
"Sono un sostenitore di questa decisione fin dai primissimi giorni - spiega Carlo Loreti -, non vedo perché non dovremmo essere aperti anche nel pomeriggio: ormai le famiglie hanno tempo di fare la spesa perlopiù solo nella parte finale della giornata, inoltre credo che spendere circa un milione e mezzo in una struttura aperta solo quattro ore al giorno sia assurdo."
La Nazione Giovedì 8 Settembre 2011

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia