"La riunione di mercoledì spiegano dall'ente - era servita a mettere a punto il metodo di lavoro per un Centro servizi che da tempo deve fare i conti con risorse economiche sempre più ridotte. Una situazione che ha avuto inevitabili riflessi anche sul fronte dell'organizzazione del Cesvol."D'altra parte sembra che sia stato proprio il piglio forse po' troppo "aziendalista" dalla presidente la causa dello strappo che mercoledì ha portato alle sue improvvise dimissioni. Perché che un qualche strappo si sia consumato appare evidente, anche se in molti lo negano e la presidente ha motivato il suo addio con "ragioni che attengono alla vita personale, familiare e professionale."D'altra parte Lombardi si dice certa che
"superatala fase emergenziale con l'adozione delle misure riorganizzative e di contenimento dei costi, le risorse umane sulle quali può contare l'organizzazione, in dotazione sia alla struttura che interne al Consiglio, sapranno garantire l'espletamento delle attività programmate, la gestione secondo criteri di efficienza ed efficacia ai fini del buon funzionamento del Centro servizi, in favore delle associazioni di volontariato del territorio."Insomma, in qualche modo Lombardi sente di aver esaurito il suo compito:
"Ho concluso un percorso di assestamento del Centro servizi che aveva come obiettivo quello di stabilizzare il Cesvol di Terni e dargli una prospettiva di futuro. Il ciclo dell'anno 2011 si chiude con l'avvio della nuova programmazione 2012 ed è in questo contesto che ho ritenuto di lasciare ad altri il proseguo del lavoro."Un lavoro che non è mai stato facile: faide interne si consumano nella struttura di via Montefiorino almeno dalle elezioni del precedente mandato, che avevano visto scontrarsi l'allora assessore Pacifici contro il presidente dell'Ancescao Lamperini, e altrettanto aspro è stato il confronto che ha portato lo scorso febbraio alla presidenza Lombardi. Difficile invece capire come si riposizioneranno i 15 componenti del consiglio direttivo, guidati ora dalla vicepresidente Valeria Cerasoli. Nemmeno lo storico fronte che fa capo ad Arci e Caritas, che aveva portato alla presidenza prima Lamperini (contro Pacifici) e poi Lombardi (contro lo stesso Lamperini) sembra essere ormai così unito. D'altra parte non si può nemmeno escludere che alla prossima riunione - non ancora convocata - il direttivo respinga le dimissioni di Lombardi e che la presidente le congeli, anche se appare molto difficile. Certo è che se non si dovesse trovare una soluzione unitaria c'è il serio rischio che il Cesvol temano venga commissariato, un atto che potrebbe diventare il preludio dell'accorpamento al Centro servizi perugino. Sarebbe l'ennesimo caso in cui la litigiosità ternana si mette a servizio dell'egemonia perugina.
Il Giornale dell'Umbria Venerdì 28 Ottobre 2011


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