[] "Le pensiline? Ridicole. La sala d'attesa? Carente è dir poco, una decina di sedie. I tabelloni elettronici sono spesso fuori uso, così i ritardi nemmeno si sanno."Una sorta di beffa oltre il danno, insomma.
"e mancano del tutto scivoli e ascensori per i diversamente abili."
I pareri di Valeria, Massimo, Fabio e Mauro, pendolari di lungo corso, a volte divergono ma concordano sulle linee di fondo, riconsegnando l'immagine di una stazione in cui le cose da fare sono ancora molte. Con quella pensilina d'attesa che, oggi come sempre, lascia esposti alle intemperie. Ma il viaggio del pendolare comincia male, soprattutto se è un pendolare disabile o anche solo un utente disabile. Già perchè alla stazione non ci sono né scivoli, ne ascensori per l'accesso ai binari. L'iter è lo stesso per tutti: scale, sottopassaggio, scale. Il che vuol dire eventuale carrozzina a braccio, poi a spinta e ancora a braccio.
"Se Trenitalia viene avvisata in anticipo della presenza di un utente disabile spiega Mauro - può comunque allestire misure di supporto."
E va bene. Ma che il nodo delle famigerate barriere architettoniche in stazione sia di fatto ad un punto "zero" non può che far riflettere. Meglio va la questione dei parcheggi esterni, comunque "condizionata". La condizione è che si parta presto, in quanto l'area ex Bosco è un rifugio sicuro.
"Ma alle 8 - precisa Valeria - è già tutto pieno."
E torna a galla la vecchia "grana" di aver fatto tutte "strisce blu", tutte, nel perimetro che va da viale della Stazione alla piscina del Clt per intenderci. Per quanto riguarda i collegamenti con altri mezzi, di bici ne parlano veramente in pochi (nonostante esista il servizio di bike-sharing),
"fino a due anni fa - afferma Massimo - c'era una convenzione con l'Atc per le linee urbane ed extraurbane che ancora dovrebbe esserci"
, ma di bus sostitutivi, in caso di un "tilt" del treno, neanche l'ombra. I vertici di Rfi e Fs, i referenti diretti del servizio, si scopre ancora, non sono a Terni. Della puntualità o presunta tale dei convogli riportiamo nell'articolo a fianco. C'è chi lamenta che sulla via del ritorno, da Roma, nella fascia dalle 18.20 alle 20.45 ci siano solo Eurostar a disposizione (a parte un regionale che arriva a destinazione dopo), con inevitabile aggravio di spese per gli utenti, ma tutti concordano su un fatto: "i treni sono sporchi", comunque "insalubri".
"Spesso mancano carta e sapone - spiega Massimo La mattina i vagoni vanno un po’ meglio, la sera non di rado sono un disastro. Questa estate - aggiunge Mauro - si avvertiva il fetore dei bagni chimici nell'aria condizionata."
Già, l'aria condizionata, per rimanere all'estate,
"o è troppo fredda oppure non funziona. Mi chiedo se bagni e sedili vengano mai puliti"
, tuona Fabio. "Una cosa indecente" rincara la dose Valeria. Sui servizi nei treni si fa presto: a parte il carrellino con le bevande sull'Eurostar, poi non sempre a quanto pare, non c'è altro. Cambiando argomento qualcosa forse c'è ma non è nulla di buono, lo ricorda Alfredo: si tratta dei continui stop dei convogli a seguito dei furti di rame dai binari. Altra "chicca" di sopportazione del pendolare: il treno che arriva al famigerato binario est della stazione Termini, che regala circa ottocento metri di salute da percorrere a piedi prima della metro. Infine, ma non per ultimo, quel "dramma" dei servizi di trasporto su rotaia che è stato l'incendio a Tiburtina, datato fine luglio. Resoconto: due mesi di caos, orari stravolti, convogli annullati, Tiburtina off-limit, abbonamenti da rifare o "correggere". E pensare che per i pendolari, dopo il viaggio in treno, c'è quella giungla che si chiama Roma.
La Nazione Mercoledì 26 Ottobre 2011

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