Intercettare la domanda di tecnologie ambientali può valere due decimi di Pil l'anno per arrivare a un incremento del 5% nel 2040, generando 170mila nuovi posti di lavoro.
Confermato l'obiettivo della quotazione di TerniGreen in Borsa al segmento Aim entro il 2011, previa operazione di collocamento privato.

Le opportunità offerte dalla crescita dell'industria verde per il sistema Paese sono state il tema centrale del workshop svoltosi questa mattina nella sede di Borsa Italiana a Palazzo Mezzanotte, promosso da T.E.R.N.I. Research, holding di partecipazione socio di maggioranza di TerniEnergia e di TerniGreen. Giunto alla sua quarta edizione, quest'anno il workshop, oltre agli interventi di Stefano Neri, presidente e amministratore delegato di TerniEnergia e di TerniGreen, dei consiglieri delegati di TerniEnergia Paolo Ricci e Fabrizio Venturi e del consigliere delegato di TerniGreen Stefano Viali, ha visto la partecipazione di Anna Lambiase, amministratore delegato ir Top, Andrea Marano, amministratore delegato Lucos Alternative Energies e di Franco Gaudenti, managing partner di EnVent.
Gli interventi hanno trovato convergenza sul fatto che l'industria Green può rappresentare un importante driver per la crescita, in particolare in un momento di ricerca di nuove direttrici di sviluppo per il nostro Paese. Intercettando la domanda di tecnologie ambientali, ha sostenuto Stefano Neri, l'Italia potrebbe aumentare due decimi di Pil all'anno arrivando a un incremento del +5% nel 2040 con 170mila nuovi posti di lavoro.
Gli investimenti in tecnologie verdi nel mondo sono cresciuti del 35% nel 2009-2010 nonostante la crisi finanziaria in corso. In Italia, nonostante alla crescita dell'industria green sia destinato solo l'1,3% del pacchetto di stimolo all'economia, gli investimenti in rinnovabili hanno registrato un'impennata, conseguendo un +3% sul totale dell'energia negli ultimi quattro anni. Esiste inoltre nel nostro Paese un notevole margine di incremento in termini quantitativi, potendo le rinnovabili arrivare a percentuali fino al 30-40% rispetto all'attuale 22% del mix delle fonti di produzione.
Le small&mid cap, di fatto la dimensione aziendale caratteristica nel mondo dell'energia pulita, hanno dimostrato inoltre importanti potenzialità nella creazione di valore e di occupazione.
Negli ultimi due anni questa tipologia di impresa ha infatti creato il 300% in più di nuovi posti di lavoro rispetto alle Blue Chips, conseguendo nel periodo 2004 al 2011 una performance di Borsa in crescita del 21% rispetto a una flessione del 19% dell'indice delle Blue Chip.
Questi sviluppi possibili e attesi vedono il Gruppo T.E.R.N.I. Research puntare - attraverso TerniEnergia e TerniGreen – a nuovi progetti nell'ambito dell'efficienza energetica e dei servizi ambientali.
"Il nostro Gruppo punta a diventare il primo polo verde italiano. L'industria green offre infatti possibilità di crescita e sviluppo che oggi non hanno eguali, in particolare nel nostro Paese, nonostante i limiti dovuti alla mancanza di una politica nazionale coerente"
ha dichiarato Stefano Neri.
"Continueremo pertanto a investire in questo ambito, che abbiamo scelto di presidiare e sul quale concentreremo i nostri sforzi sul lungo termine, certi che quella verde sia l'energia del futuro"
ha concluso Neri.
Con la recente acquisizione della maggioranza delle azioni di Lucos Alternative Energies, TerniEnergia ha infatti anticipato a quest'anno l'ingresso nel settore dell'"energy efficiency", aggiornando il proprio piano industriale alla luce delle recenti evoluzioni normative e di business. Le potenzialità del comparto, nel quale sono riposte grandi aspettative per la riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti, sono notevoli: secondo uno studio di settore gli investimenti in efficienza energetica raggiungeranno i 170 miliardi di dollari l'anno al 2020, con un rendimento interno dell'investimento pari a circa il 17%[1]. Confindustria prevede nel 2010-2020 un impatto economico positivo sul sistema Italia pari a oltre €14 mld, con oltre €130 mld di investimenti.
TerniEnergia intende cogliere le opportunità offerte da questo settore ad alta marginalità, puntando ad un obiettivo operativo di 57.000 punti luce nel 2013 e primi impianti Orc (Ciclo Organico Rankine per il recupero energetico dei cicli industriali) installati. Le linee strategiche di sviluppo della società, presentate nel corso della mattina prevedono comunque un consolidamento della presenza nel fotovoltaico, con capacità installata attesa nel 2012-2013 pari a 120 MW. TerniEnergia punta al raggiungimento di un Ebitda margin pari al 19% e di 93 milioni di ricavi nel 2013.
Il settore dei servizi ambientali è invece presidiato da TerniGreen, ambito in cui la Società vuole diventare leader sviluppando i business della gestione e nel recupero di materia ed energia da rifiuti, della filiera del riciclo della "materia seconda", del decommissioning e della bonifica. TerniGreen in particolare intende presidiare la fascia centrale della filiera, concentrandosi sul trattamento senza occuparsi della raccolta e dello smaltimento. La società conferma l'obiettivo della quotazione in Borsa al segmento Aim entro il 2011, previa operazione di collocamento privato finalizzato a creare il flottante necessario per la quotazione.
a proposito di società quotate Anna Lambiase, amministratore delegato di ir Top ha presentato una ricerca sulla performance di Borsa delle aziende Green.
"Il campione di aziende che operano nel settore "green " è ben rappresentato sul listino azionario italiano - spiega Anna Lambiase -, benché non esista in Italia un indice azionario specifico per le società così selezionate. Le 13 società "green " hanno mostrato nel 2010 solidi fondamentali e risultati in forte crescita, segnando un +35% nell'incremento dei ricavi rispetto a una media europea del +25% con un livello di occupazione che vede oltre 7.000 unità impiegate. Elevate prospettive di sviluppo e di internazionalizzazione del settore spiegano la forte presenza di investitori istituzionali nel capitale delle società, che ammontano a 74, prevalentemente stranieri (72%) per un valore complessivo dell'investimento di 111 milioni di euro, pari al 15% della capitalizzazione complessiva del campione italiano. Tra gli investitori italiani più attivi si segnalano Eurizon, Symphonia e Gestnord, mentre tra gli stranieri Dfa, Financiere de Champlain, Vanguard, Lemanik, Hsbc, Julius Baer, Pharus e Wisdom Tree. Negli ultimi anni il mercato mondiale dei capitali ha assistito alla creazione di numerosi indici azionari, accompagnati dalla nascita di fondi comuni di investimento specializzati: è il segno di una evoluzione dell'industria green nei capital markets auspicabile anche per l'Italia, considerando che la percezione degli investitori del comparto vede nel settore un'opportunità per ottenere una crescita superiore nel prossimo decennio. Nel contesto italiano TerniEnergia e Terni Green, prossima alla quotazione in Borsa, avranno un ruolo fondamentale nei settori maggiormente rappresentati oggi sul mercato azionario italiano: fotovoltaico e waste management."
"Il Cleantech si conferma anche a livello internazionale in decisa espansione. - ha aggiunto Franco Gaudenti, managing partner di EnVent - La maturazione industriale sta infatti determinando una crescente attività di M&a anche con ricorso al mercato dei capitali primario e secondario, a conferma della crescente attrattività del settore per gli investitori."

Venerdì 7 Ottobre 2011

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