Ammalarsi e morire di lavoro

Le statistiche più aggiornate dicono che il numero degli infortuni sul lavoro in provincia di Terni è in diminuzione, ma la "piaga" rimane grande se si pensa che nel 2010 ogni giorno quasi 8 persone si sono fatti male lavorando. E non ce solo questo: di fronte a una discesa costante dei numeri generali (2.840 denunce all'Inail nel corso dell'anno passato, di cui 6 per casi mortali, rispetto alle 2.978 del 2009), appaiono negativamente in controtendenza altri fenomeni, primo fra tutti quello delle malattie professionali (+7,1 %) che, neanche tanto raramente, possono portare anche alla morte, soprattutto per colpa - ancora - dell'amianto.

Il quadro a tinte fosche viene tracciato attraverso i dati diffusi dall'Inail, grazie alle rilevazioni effettuate dalla propria banca dati statistica. Ma andiamo per ordine. I dati dicono che nel 2010, in totale, hanno presentato denuncia all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, per aver riportato patologie legate all'ambiente lavorativo, 454 lavoratori (l'anno prima erano stati 424), in particolar modo nel settore dell'industria e dei servizi, dove le denunce in provincia di Terni sono state ben 435 in dodici mesi (50 in più rispetto all'anno prima). In questo ultimo settore, come più in tutti gli altri più in generale, sono soprattutto gli uomini a denunciare di ammalarsi (338, il 77,8%). Tra i 435 eventi denunciati nel 2010 nell'industria ne sono stati indennizzati finora dall'Inail (i dati sono aggiornati al30 aprile scorso) 141. A balzare all'occhio è il fatto che, in 130 casi è stata riscontrata una inabilità permanente, in soli 2 casi una inabilità temporanea e addirittura in 9 casi è stato accertato che la malattia contratta sul luogo di lavoro ha portato alla morte del lavoratore. In sette casi su nove, dicono ancora i numeri diffusi dall'Inail, il decesso è collegato a neoplasie da asbesto, cioè da amianto.

Anche la maggior parte degli eventi indennizzi per inabilità permanenti sono legati a questo tipo di malattia, oltre che all'asbestosi (una malattia polmonare cronica conseguente sempre all'inalazione di fibre di asbesto), alla bronchite cronica, all'ipoacusia e alla sordità, alle radiazioni ionizzanti, alle malattie osteoarticolari. Per nulla positivi, poi, ci sono anche i numeri legati agli infortuni in itinere (+18,9%) e gli incidenti stradali avvenuti nell'orario di lavoro (+4,8%). In merito al primo punto che riguarda gli infortuni che accadono durante il percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro, oppure durante il percorso che collega due luoghi di lavoro - , anche qui i numeri sono preoccupanti: sempre nel 2010, stando alle denunce presentate all'Inail, ce ne sono stati 353, quasi il19% in più rispetto al 2009 (quando erano stati 297). Anche in questo caso a farla da padrone sono i numeri registrati nel settore dell'industria e dei servizi (322 infortuni, +22,5%, di cui uno mortale). Il fenomeno, anche se con numeri meno rilevanti, riguarda anche i dipendenti pubblici: sono stati 30, infatti, quelli che lo scorso anno hanno denunciato un infortunio in itinere in provincia. Poi c'è il capitolo degli incidenti stradali che coinvolgono i lavoratori proprio mentre sono al lavoro: in totale sono stati 476 gli incidenti stradali avvenuti nel 2010 (+4,8% rispetto a un anno prima), quasi la totalità dei quali - pure in questo caso - sono avvenuti nel settore dell'industria e dei servizi, come i decessi. []

Federica Liberotti
Il Giornale dell'Umbria Martedì 29 Novembre 2011

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