25 Novembre: Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne
Sabato 26 novembre, dalle ore 17 in piazza del Popolo, l'Assemblea autorganizzata femminista Le De'Genere di Terni, parteciperà con un volantinaggio informativo all'evento organizzato dalla rete Terni Donne, in occasione della GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.
L'Assemblea Le De'genere, oltre a ribadire che il 70% delle violenze fisiche e psicologiche contro le donne avvengono tra le mura domestiche, ad opera di compagni, mariti, fidanzati, famigliari ecc., denuncia anche la violenza delle Istituzioni sulle donne:
Dal 26 Luglio del 2011 in Umbria le donne avrebbero la possibilità di usufruire della pillola abortivaRU486 attraverso il Day Hospital: la Giunta della Regione Umbria infatti, con atto n. 863, ha emesso la delibera “Linee guida sull'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) con l'utilizzo del farmaco RU486”
L'atto avrebbe dovuto avere efficacia immediata, ma, come denunciamo da tempo, attualmente non vi è ancora alcuna attuazione della delibera regionale, non essendo stata notificata alcuna "direttiva" da parte dei Direttori Sanitari delle ASL alle strutture pubbliche (ospedali e consultori).
Dopo più di un anno di lotte, assemblee, manifestazioni delle donne presenti sul territorio, ancora viene impedito il libero accesso alla pillola abortiva RU486 (usata in tutta Europa da oltre vent'anni), di fatto boicottata e bloccata per motivi politici ed elettoralistici.
In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne denunciamo, inoltre, la violenza sulle donne da parte dei medici e dei farmacisti "obiettori", che impediscono l'accesso alla pillola del giorno dopo ed alla pillola dei 5 giorni dopo, che sono contraccettivi d'emergenza, negandone la prescrizione e/o adducendo strane motivazioni dell'impossibilità di dare il farmaco.
Denunciamo, infine, la capillare presenza, nelle strutture sanitarie pubbliche di ginecologi, ostetriche ed infermieri “obiettori”, anche questa una forma di grave violenza per le donne a cui si nega non solo l'accesso alla legge 194 sull'aborto chirurgico, ma anche la basilare assistenza nei casi di aborti terapeutici, cioè l'interruzione di gravidanza dovuta a gravi problemi di salute del feto e rischio della vita per la donna. Ecco i dati degli obiettori in Italia: 7 ginecologi su 10 ; 1 anestesista su 2; quasi la metà del personale sanitario (44,4%). Chi può affermare che con questi dati sull’obiezione di coscienza, l’applicazione della Legge 194 sul diritto delle donne all’interruzione di gravidanza nelle strutture sanitarie pubbliche, non è a rischio?
Invitiamo tutte le donne sensibili a questi temi il 26 in piazza del popolo, a Terni, ore 17.
BASTA VIOLENZA DELLE ISTITUZIONI e SCAMBI POLITICI SUI CORPI DELLE DONNE!
E-mail: degenere.tr@gmail.com Blog: http://de-genere.blogspot.com
Giovedì 24 Novembre 2011

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