L'ASM non si aggiorna e così, nel collegare gli impianti fotovoltaici alla rete elettrica, sbaglia il tipo di contatore creando danni e disagi a centinaia di utenti. Molte famiglie ternane, optando per una politica energetica pulita hanno inteso dotarsi di un impianto fotovoltaico e operare il cosiddetto "scambio energetico sul posto", ovvero la compensazione (economica) tra l'energia prodotta dall'impianto di casa e immessa nella rete elettrica nazionale e l'energia prelevata dalla stessa rete per il funzionamento domestico. A causa dell'ubicazione delle singole abitazioni, i ternani che hanno scelto questa opzione sono stati costretti a rivolgersi all'Asm per l'allaccio.
La Multiservizi, però, invece di installare un contatore bi-direzionale ha installato apparecchi previsti da una normativa nel 2006 poi abrogata nel 2008. E così, oggi, centinaia di famiglie non riescono a praticare lo scambio nonostante abbiano investito non pochi denari in un impianto fotovoltaico nuovo di zecca. A sollevare la questione è stato il capogruppo dell'Udc in Consiglio comunale Enrico Melasecche che lunedì ha presentato una specifica interrogazione. L'Asm continua a sostenere di avere ragione e per questo motivo ha interpellato, per gli opportuni chiarimenti, la direzione mercati dell'Autorità per l'energia e il gas. La quale, però, ha risposto mettendo in evidenza la goffaggine dell'azienda multiservizi che non si sarebbe resa conto dell'evoluzione normativa degli ultimi tempi.
"L'Asm di Terni - scrive l'Autorità per l'energia - ha fatto riferimento al Manuale operativo del servizio di scambio sul posto pubblicato da questa Autorità il 12 aprile 2006, ma tale manuale si riferiva all'applicazione della deliberazione 28/2006 abrogata due anni dopo con la Arg/ elt 74/08 che produceva effetti a partire dal 1 gennaio 2009."
L'Autorità si dilunga poi nello spiegare le caratteristiche tecniche della nuova normativa e alla fine invita
"Asm Terni a intraprendere le azioni necessarie ai fini della corretta erogazione del servizio di scambio sul posto."
Melasecche prende la palla al balzo per chiedere all'amministrazione comunale
"se Comune e Asm non ritengano più opportuno un riconoscimento dell'errore rimediando all'accaduto, piuttosto che obbligare i cittadini ad adire le vie legali."
Andrea Fabbri
La Nazione Mercoledì 16 Novembre 2011

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