Consiglio comunale e colpi di coda in giunta permettendo, è imminente, da parte di Comune e Provincia, la pubblicazione del bando pubblico per il nuovo affidamento, mediante gara, della gestione del sito turistico della cascata delle Marmore. Bando che, come noto, è stato oggetto di recenti, rumorose polemiche (forse non totalmente chiuse), in ambito politico e amministrativo e che ha visto, tra i protagonisti, l'assessore comunale Fabrini. Ma è la cooperativa capofila del raggruppamento d'aziende che gestiscono attualmente la Cascata, la Alis, a puntualizzare alcune notizie di stampa.
"Il collegamento sulle vicende - si legge in una nota della cooperativa - inerenti il nuovo bando della Cascata e il corrispettivo liquidato (peraltro non ancora incassato) alla scrivente Ati appare fuorviante, dato che la cifra di cui si parla (106 mila curo, ndr) consiste nel corrispettivo per la gestione dei servizi logistico- turistici della Cascata delle Marmore, in base al vigente contratto che corrisponde a meno di 1 euro per pagante. È ovvio che le questioni relative al nuovo bando, sulla quali non entriamo, nulla hanno a che vedere con il contratto vigente. Inoltre, i corrispettivi incassati dalla gestione servono a coprire principalmente il costo dei lavoratori impegnati nei servizi che, nei periodi di grande afflusso, arrivano a 50 unità; in maggioranza giovani laureati con profili altamente qualificati nel settore turistico."
A detta della Alis
"nel 2010 i visitatori paganti sono stati circa 300.000 (trend confermato per il 2011) e non 700 mila come si è scritto. Se è esatto che dallo scorso primo novembre il costo del biglietto intero per accedere al sito delle Marmore è aumentato da 7 a 8 euro, è altrettanto vero che non esiste una corrispondenza tra aumento del biglietto e aumento del corrispettivo per il gestore, dato che, nell'attuale contratto di gestione, il corrispettivo di 0.98 curo a pagante è fisso ed invariabile. Di conseguenza, alcun vantaggio viene all'attuale gestore dei servizi dall'aumento del prezzo del biglietto. Altro che grande affare o torte da spartire; trattasi soprattutto di lavoro. Per noi, la gestione dei servizi della Cascata ha rappresentato una opportunità di lavoro per valorizzare esperienze e professionalità, oltre alla possibilità perle imprese dell'Ati di misurarsi con servizi innovativi e di qualità. Insomma, certamente una opportunità di sviluppo del territorio, ma non un business per le cooperative dell'Ati. Tale modo di rappresentare la realtà, fa dimenticare la qualità dei servizi resi ai turisti dalle cooperative dell'Ati, riducendo tutto ad un presunto business e svilendo la qualità del sito. Nel dibattito di questi giorni sui temi della Cascata dobbiamo registrare due grandi assenti: da un lato, i lavoratori e la qualità del lavoro svolto e, dall'altro, il turista e la qualità dei servizi offerti. Sarebbe il caso di riportare al centro del dibattito il tema della qualità, sia come valorizzazione di imprese e lavoratori, sia come attenzione al cliente-turista."
Il Giornale dell'Umbria Sabato 19 Novembre 2011

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