Da zona Fiori a Borgo Rivo, da Maratta alla Polymer, da Cesi alla cascata. Tocca questi quartieri e vie, a grandi linee, la mappa del rischio idraulico e idrogeologico nella Conca. Quando la pioggia scende più del dovuto, i pericoli per cose e persone si concentrano soprattutto qui. Di interventi per mitigare i pericoli ne servirebbero molti, alcuni (almeno quelli per tamponare le emergenze) sono stati fatti, tanti altri sembrano ancora lontani, perché a mancare sono i finanziamenti. La stessa direzione Lavori pubblici del Comune di Terni, in una recente determina in materia, ha evidenziato che
"corsi d'acqua superficiali e sistemi fognari cittadini non costituiscono più idonei bacini o corpi ricettori e di scarico. Sono state registrate - si legge ancora - gravi inefficienze funzionali sul sistema fognario cittadino."
A mettere in evidenza tutte queste carenze è stato il violento temporale che si è abbattuto sulla città il 5 novembre di un anno fa. Da allora cosa è stato fatto per evitare, non solo di replicare i danni causati da quell'evento, ma anche conseguenze ben più gravi, come è successo nei giorni scorsi in Liguria?Individuate le criticità più importanti, il Comune ha predisposto un programma di intervento da affrontare in fase di emergenza e poi con scadenze a medio e lungo termine. Nel 2011, ad esempio, sono stati realizzati gli interventi considerati di primo livello, strettamente necessari: l'irregimentazione delle acque meteoriche di via Battisti, parco Cardeto, via Borzacchini e il cimitero (per evitare nuove "inondazioni") e la mitigazione del dissesto idreogeolico di Pipigno.
Il tutto per una spesa complessiva per le casse comunali di circa 2 milioni e 400mila euro. Poi ci sono gli interventi di seconda fascia, quelli che il Comune continuerà a finanziare da solo, ancora non attuati - i soldi sembrano latitare - ma inseriti nella programmazione triennale dei Lavori pubblici 2011-2013: in questo caso si tratta della realizzazione della nuova fognatura delle acque bianche di via Bramante 100mila euro) e di via Taro, nel villaggio Pallotta (150mila euro). Infine gli interventi più ingenti, inseriti in una pianificazione straordinaria che, visti i costi, avrà bisogno di contributi anche a livello centrale: l'adeguamento del fosso Rivo, fino alla confluenza con il Nera (500mila euro), gli interventi nel villaggio Pallotta, a Campomaggio e in via Maestri del Lavoro, con la sistemazione del bacino di monte vallivo e la sistemazione del colatore Vallo (ben 3milioni e 900mila euro il costo), l'adeguamento del sottovia di Borgo Rivo e delle zone avalle e di tratti di fognature di immissione delle acque bianche (altri 500mila euro).
Poi, ancora, ci sono gli interventi che rientrano nell'accordo di programma quadro firmato nel novembre di un anno fa tra la Regione e il ministero dell'Ambiente: c'è il nono stralcio per le messa in sicurezza delle pendici rocciose di Cesi (un milione e 500mila euro), gli interventi per mitigare il rischio idrogeologico alla Cascata delle Marmore (2milioni di euro), la messa in sicurezza delle sponde delle zone industriali comprese tra Terni e Narni, in particolare Maratta e Sabbione (addirittura 11 milioni di euro). Tutti soldi, in questo caso, che, come qualche giorno fa ha sottolineato la governatrice umbra Catiuscia Marini al congresso regionale di Legambiente, sono stati "azzerati" da parte del Governo. Tanto insomma deve essere fatto, ma è sempre tutta una questione di soldi. Anche quando si parla di sicurezza.
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 14 Novembre 2011

In caso di piogge intense che possano mettere a dure prova le reti di smaltimento delle acque il Comune è pronto a intervenire in tre zone in particolare: Borgo Rivo, viale Bramante e zona Fiori e zona Polymer. Per affrontare le emergenze è stato infatti predisposto un piano di Protezione civile che prevede tutta una serie di misure da attuare nel caso in cui venga emesso un Bollettino metereologico con previsioni di criticità ordinaria, moderata o elevata per piogge intense da parte del Centro funzionale decentrato e dal Servizio di protezione civile della Regione. Tramite un sms i soggetti individuati a fronteggiare le necessità vengono allertati così prevede il piano - da parte dell'ufficio Protezione civile di palazzo Spada. Ad intervenire in caso di emergenza non sono soltanto di dipendenti dei servizi comunali preposti e di agenti di polizia municipale, ma anche di personale del Consorzio Tevere Nera, del Sii, di Umbria2, di Asm e infine di personale delle associazioni di volontariato di protezione civile. Tutti soggetti che hanno firmato con l'amministrazione comunale il protocollo d'intesa che individua le procedure da adottare in caso di emergenza e crea una rete di collaborazione tra i diversi soggetti. Ognuno di esso ha infatti il compito di vigilare e intervenire - tramite azioni prettamente tecniche sulle reti idriche e di smaltimento, chiusura del traffico, informazioni alla popolazione - su una o più vie ritenute "sensibili" dal punto di vista degli allagamenti. In alcuni casi sono inoltre previsti anche presidi fissi da parte delle associazioni di volontariato. Ecco le vie che rientrano nel piano di emergenza di protezione civile per il "maggiore rischio idraulico per allagamento": vocabolo Fiori, via Bramante, via Proietti Divi, via Piermatti, Ponte La Cave, La Castellina, Fosso Rivo, via del Flagiello, via Capponi, via Trevi, via Tre Venezie, via Quattro Macine, parcheggio San Francesco, villaggio Pallotta-Campomaggio, via Maestri del Lavoro, strada di Carone, via Andromeda, sottopasso via del Mandorlo e via Pozzo Saraceno, via del Germano, via del Rivo, via Turati, via Rossini.
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 14 Novembre 2011

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