Nonostante i saldi eccezionali stabiliti dal Consiglio comunale (ribasso del 15% dell'originario prezzo di vendita) gli immobili del Comune di Terni inseriti nei diversi piani di alienazione sin qui messi a punto sono rimasti invenduti.
L'ex casa di riposo di Colle dell'Oro, per ben due volte è andata all'asta a prezzo pieno e nessuno l'ha richiesta. C'è andata con lo sconto e nessuno si è fatto vivo. Stessa sorte all'ex scuola di via Trevi: prezzo ribassato ma nessuna offerta. E che dire di parte del complesso Manassei? Zero carbonella.
E sembrerà un paradosso, ma in fondo è meglio così.
Perché le aste andate deserte consentono a Palazzo Spada di poter procedere a trattativa privata con i soggetti che ritiene più interessati o utili alla causa. E così ci sono in ballo trattative con Ater e Curia per il complesso di palazzo Manassei, e con una non meglio specificata impresa romana per l'ex casa di riposo di Colle dell'Oro.
Restano però altri immobili da piazzare che non si piazzano. L'ex scuola elementare di via Ippocrate, ad esempio. Oppure l'area edificabile di via Irma Bandiera.
E ancora i centinaia di posti auto coperti che erano stati adibiti a parcheggi pubblici a pagamento che nessuno ha mai usato; oppure la palazzina dell'ex Dicat. Ma a tenere banco in questi giorni è l'alienazione "numero uno", quella dell'ex mercato coperto che in teoria se la sarebbero già assicurata i Grandi magazzini Superconti, ma che in realtà non è stata ancora perfezionata perché Romeo Conti, patron del gruppo,non ha ancora sborsato gli 8 milioni di euro previsti.E pare non sia intenzionato a farlo.
Su questa alienazione, infatti, pende un ricorso al Tar promosso dagli operatori del mercato coperto trasferiti di forza dalla sede dietro Corso Tacito al "cubo arancione" di Largo Manni.
Conti teme che se paga poi potrebbe non avere la possibilità di far lavorare il cantiere (in piazza del Mercato, infatti, Conti vorrebbe realizzare il nuovo Superconti con una serie di uffici e servizi) in tranquillità. Insomma, per i cassieri di Palazzo Spada sarà un fine anno da passare a far di conto, con l'obiettivo di recuperare anche i più piccoli centesimi pur di non far sforare al Comune il Patto di stabilità.
La Nazione Venerdì 23 Dicembre 2011

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