Criteri di fattibilità e ricerca di sponsor per finanziare il restauro. Sono questi i contenuti della delibera portata in giunta comunale e fatta approvare dall'assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci che ha ad oggetto il restauro della fontana ridolfiana di piazza Tacito. La punta del pennone d'acciaio spezzata sotto il peso delle luminarie che volevano trasformare "l'ago" in uno stilizzato albero di Natale ha dato un'accelerazione al dibattito sul da farsi rispetto al degrado progressivo della fontana che andava avanti da oltre dieci anni, da quando il mosaico con i segni dello zodiaco di Corrado Cagli iniziò a sfaldarsi sotto i colpi delle spazzole e degli idranti per la ripulitura.La delibera individua anzitutto due criteri di fattibilità. Uno massimo da 650mila curo iva compresa che prevede lo smantellamento e il rifacimento ex novo della fontana; e uno minimo da 400mila curo che prevede il restyling dei mosaici, degli impianti e delle parti usurate lasciando però inalterata la struttura portante in cemento armato.La prima parte dell'intervento sarà infatti una diagnostica dei materiali partendo dal cemento della struttura portante che dal sottosuolo regge la vasca. A un primo esame parziale il cemento sarebbe degradato rendendo dunque necessario lo smantellamento e il rifacimento ex novo della vasca. Distruggendo così il mosaico.

Ma servirà un esame più approfondito che presumibilmente verrà fatto entro il mese di gennaio per valutare la qualità del cemento armato e dunque decidere il da farsi. L'altra parte della delibera individua la fonte principale del finanziamento dell'opera pubblica in una sponsorizzazione da parte dei privati. In pratica verrà fatto come per il restyling di piazza dell'Olmo. Uscirà anche qui a gennaio un bando con i criteri per la sponsorizzazione. Gli sponsor potranno essere più di uno. Potranno dare non solo soldi ma anche prestazioni o materiali. Per esempio una ditta che fa diagnostica dei materi ali potrà prestare il suo servizio gratuitamente. Così chi fa impianti elettrici.
L'Ast potrebbe fornire un nuovo pennone d'acciaio, sempre che i segmenti di cui è composto siano in cattive condizioni. In cambio gli sponsor avranno un ritorno d'immagine, probabilmente saranno visibili in una targa che verrà collocata sulla fontana oltre alle normali detrazioni fiscali per chi finanzia un'opera pubblica. Il presidente del Rotary club di Terni Francesco Quadraccia si sarebbe impegnato a trovare imprenditori disposti a finanziare il restauro. Anche il vice presidente della Fondazione Carit Giuseppe Belli si sarebbe impegnato per un contributo con l'assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci. Che fa sue le perplessità del presidente della fondazione Mario Fornaci:

"La fondazione - risponde Ricci - chiede garanzie di manutenzione per evitare che dopo il restauro si torni daccapo? Le preoccupazione di Fornaci sono anche le nostre. Daremo in caso di contributo all'opera tutte le garanzie possibili."

Corriere dell'Umbria Mercoledì 21 Dicembre 2011

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