Il  futuro del polo chimico della Polymer si tinge sempre più di nero, dopo la decisione, inaspettata, della Basell, di non concedere a una quarantina di maestranze la cassa integrazione in scadenza il 31 dicembre e di allungarla soltanto per alcuni mesi ad 11 addetti alla vigilanza, 6 antincendio, 7 addetti alla manutenzione e 1 impiegato. I lavoratori della Basell hanno espresso la loro delusione, ieri mattina, nel corso di un'assemblea, che è stata in certi versi drammatica per la sorte dei lavoratori che dovranno uscire dal ciclo produttivo. Nessun rispetto, per loro, per le famiglie, per la città. Sono ormai quasi due anni che si trascina la vicenda e il come sostiene Cardinali, segretario provinciale dei chimici della Cgil,
"basta con le chiacchiere, è il momento di fare gli interessi dei lavoratori e dei cittadini tutti."
Del resto la vicenda, inutile nasconderlo, è vissuta dietro una montagna di parole, con promesse non mantenute, giri di valzer, voltagabbana dietro ogni angolo. Ora resta in piedi l'ultima possibilità, la vendita delle aree di proprietà della multinazionale americana-olandese per gli eventuali nuovi insediamenti annunciati dall'ad di Novamont, Catia Bastioli. Ma qui iniziano nuovi e forti mal di pancia. Basell, sembra che sia intenzionata a cederle tutte, mentre alla società con sede a Novara sembra che interessino la metà. Insomma si ritorna al braccio di ferro, con il conseguente allungamento dei tempi per chiudere la trattativa, sempre, ammesso che tra gli attori ci sia la volontà di trattare. La preoccupazione è che lo stallo allontani da Temi i partner di Novamont interessati al progetto, facendo svanire gli investimenti per la creazione del MaterBi (materiali biodegradabili). Nessuno decide, o è in grado di decidere, mancano punti di riferimento credibili, la città perde i suoi pezzi più pregiati, sono lontani anni luce i tempi in cui parlamentari lungimiranti (Micheli, Radi, Malfatti, Manca, Bartolini, Provantini), lavoravano e s'impegnavano per il bene e la crescita della comunità. La fine della Basell potrebbe avere l'effetto domino di trascinare nel baratro le altre aziende del polo chimico e non a caso Francesca Rossi segretaria regionale della Femca-Cisl è dell'avviso che
"il polo chimico ancora ha delle aziende all'interno e la storia Basell ci deve impegnare a prevenire ciò che si può fare"mentre per Piccioni dell'Ugl " c'è in ballo la vita lavorativa di centinaia di lavoratori del polo chimico e non solo di Basell."
Ora si aspetta la convocazione a Roma al ministero dello Sviluppo Economico, l'ultima spiaggia per chiudere la vertenza, orfani dell'assistenza e del supporto dei parlamentari che erano "cavalli di razza". Intanto in attesa della convocazione del tavolo richiesto presso il Ministero dello sviluppo economico, la Regione dell'Umbria, Provincia e Comune di Terni torneranno ad incontrarsi domani per valutare ogni ulteriore iniziativa idonea a supportare il percorso fino ad oggi sviluppato nella questione Basell. […]
Corriere dell'Umbria Giovedì 15 Dicembre 2011

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