"Sono qui con il mio compagno perché è bello trascorrere il Natale insieme. É bello festeggiare il Natale con un pranzo come questo. I soldi sono quello che sono, io mi arrangio a sbarcare il lunario con qualche lavoretto, ma il lavoro purtroppo non c'è. Oggi comunque sono serena, siamo sereni, questo è l'importante"
, così Annarita, una dei trecento ospiti del pranzo di Natale in Duomo con i bisognosi voluto ogni anno, da undici anni, dal vescovo Vincenzo Paglia. Si assomigliano un po’ tutte le storie dei commensali, di estrazione però totalmente diversa. Ci sono ternani e stranieri, clochard e italiani catapultati a Terni da ogni dove, ex detenuti, profughi e senza-tetto, ma anche intere famiglie che pensano così di trascorrere al meglio il momento clou del Natale. La solidarietà trasuda da ogni angolo della Cattedrale, dai cinquanta volontari che fin dalle prime ore della mattina si rimboccano le maniche per predisporre il tutto, fino a chi è impegnato davanti ai fornelli, dai carcerati di vocabolo Sabbione che hanno preparato il pane ai tanti, tra associazioni, privati e imprese che con un gesto, un dono, un'azione contribuiscono alla riuscita di un megapranzo della generosità. C'è anche il giornalista e conduttore televisivo Tiberio Timperi tra i volontari che servono tra i tavoli nel tradizionale pranzo con i poveri.
"é stata una bella festa- fanno sapere dalla diocesi - con tante famiglie di diverse nazionalità (anche dall'Ucraina, dal Perù e dall'Etiopia) e molti bambini. C'erano, fra gli altri, anche i profughi provenienti dalla Libia, una trentina, ancora oggi ospiti nelle strutture diocesane."
"C'è bisogno di aprire gli occhi del cuore per commuoverci di più su chi sta peggio di noi, su chi ha bisogno di conforto e di aiuto"
, é stato il commento del vescovo di Terni-Narni-Amelia, Vincenzo Paglia.
"Il pranzo di Natale - ha aggiunto - è il pranzo per chi è solo e non sa dove andare. In tanti hanno partecipato alla preparazione, dai carcerati che hanno offerto il pane fatto da loro ad alcuni studenti di Narni che hanno allestito i tavoli, da chi ha pensato ai regali ai tanti altri che hanno preparato il cibo e ai molti che sono venuti a servire. É il ritrovarsi insieme, in famiglia, di tante persone che altrimenti trascorrerebbero il Natale da sole perché non hanno la possibilità di invitare nessuno o perché non hanno la famiglia con loro."
Un centinaio, in tutto, sono i volontari che si sono occupati della buona riuscita della giornata, dall'allestimento all'accoglienza, dalla preparazione del cibo al servizio ai tavoli, il tutto grazie anche alla collaborazione di gruppi e movimenti della diocesi, che si sono suddivisi i vari compiti, per dare far vivere ad ogni ospite la gioia di un Natale insieme, come in una grande famiglia. Altri incontri in fraternità per il pranzo di Natale si sono tenuti nella chiesa di Santa Croce, presso la comunità salesiana di San Francesco che ha condiviso il pranzo con una ventina di stranieri, mentre la Comunità di Sant'Egidio ha rinnova il tradizionale appuntamento del Natale con gli anziani della residenza Tiffany, con il pranzo nel corso del quale è intervenuto anche il vescovo Vincenzo Paglia prima di raggiungere il Duomo. Una piccola folla ha atteso che la Cattedrale fosse pronta per il pranzo. E quando alle 13 le porte si sono aperte, la sensazione di tutti è stata proprio che lì dentro ci fosse il senso vero del Natale.
La Nazione Martedì 27 Dicembre 2011

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