Papigno: ultimatum a Cinecittà

Prospettive, strategie, potenzialità e punti deboli. C'è tutto il futuro, il passato e il gerundio del Polo cinematografico temano, nelle 26 pagine di dossier elaborate da Comune, Sviluppumbria e Umbria Film Commission per fare il punto sulla rinascita del polo audiovisivo umbro che avrà sede a Papigno. Con la speranza che dalle parole si riesca, finalmente, ad arrivare almeno a qualche fatto.Il documento, frutto di un anno di confronto tra Comune, Regione, Cinecittà, Azienda di promozione turistica e Umbria film commission, è stato allegato ieri ad una delibera di giunta che prevede un tavolo di consultazione con Regione e Cinecittà per arrivare ad una versione integrata e allargata dello stesso report e, di conseguenza, a provvedimenti concreti. Il documento analizza dettagliatamente la storia e la situazione attuale del polo audiovisivo ma, soprattutto, per la prima volta prende posizioni nette sia sulle problematiche che sulle soluzioni per il rilancio, a cominciare dalla necessità di una legge regionale sul cinema che stanzi un fondo per incentivare le produzioni e regolamenti la film commission, svuotata oggi di ruolo e identità. L'amministrazione comunale, d'altra parte, si fa anche un esame di coscienza riconoscendo i limiti dell'esperienze passate, come quella del Vidoecentro, legate alla disponibilità dei finanziamenti europei ma prive di una visione strategica del settore.
"Nonostante i risultati lontani dalle attese che questi investimenti hanno prodotto si può dire però che da questi ne è derivata una qualche forma di fertilizzazione del territorio, che ha dato il vita all'esercizio di mestieri o attività di tipo "imprenditoriale". Il dito resta puntato soprattutto sulla Regione, che negli ultimi 15 anni non ha saputo o voluto investire sul Polo cinematografico "il cui potenziale sviluppo, a dispetto delle scelte finora operate, potrebbe avere una funzione di traino per tutta l'Umbria."
Il report parla di un vero e proprio "ostacolo strategico che va rimosso al più presto."
Insieme a Papigno, il tasto più dolente resta quello della Film commission: il report cita esempi come quello della Puglia, che finanzia le produzioni cinematografiche vincolandole ad un ritorno artistico, occupazionale e commerciale sul territorio. Ma, con una Ufc ancora inserita all'interno dell'Azienda di promozione turistica, il report sottolinea come
"Lo sviluppo di flussi turistici non può diventare il solo driver delle politiche di accompagnamento dello sviluppo del polo audiovisivo."
Comune, Sviluppumbria e Ufc hanno eseguito anche un vero e proprio censimento delle professionalità del cinema disponibili in regione: 350 complessivi, divisi anche per settore e competenza: scopriamo così che ci sono in giro ben 10 aiuto registi umbri, un'agenzia di casting, 6 direttori di produzione, 22 runner, 18 truccatrici, 7 sarte, 3 direttori della fotografia, 12 operatori di ripresa, una sartoria e una società di doppiaggio, oltre che 12 studi di registrazione e postproduzione. Per quanto riguarda Papigno: il contratto con Cinecittà scade il 28 dicembre 2013 e il Comune non ha alcuna intenzione di rinnovarlo se la major romana non si impegnerà all'effettiva utilizzazione dell'impianto per 100 giorni l'anno, ovvero quanto previsto dal contratto di gestione firmato nel dicembre 2004 e mai rispettato. Il report denuncia anche un degrado degli edifici dovuti alla mancata manutenzione. D'altra parte tra i problemi posti dal complesso, viene evidenziata per la prima volta anche la presenza di aree contaminate da amianto e altri rifiuti tossici.
"Per uscire dall'impasse che dura ormai da troppo - si legge nel report - bisogna assumere l'impegno dell'obiettivo comune, uscendo dall'ottica delle responsabilità non equamente distribuite."
Se da una parte l'appello è ancora una volta alla Regione, dall'altra è rivolto alla stessa Cinecittà, che potrebbe (anzi, dovrebbe) impegnarsi a dirottare su Papigno fiction di lunga serialità che
"articolando la propria attività su più stagioni, per periodi lunghi offre ampie possibilità di utilizzo del personale locale."
Insomma il primo sasso, su una situazione stagnante da cinque anni, il Comune l'ha gettato. Vedremo che effetto farà.
Giovedì 15 Dicembre 2011

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