Martedì 24 gennaio, ore 21,00
Stagione di Prosa 2011/'12 del Teatro Secci di Terni
Teatro Secci - CAOS-Centro Arti Opificio Siri - Viale Campofregoso
Fabbrica - Teatro Stabile dell'Umbria.
"Pro Patria. Senza prigioni, senza processi"
di Ascanio Celestini.Con Ascanio Celestini
Suono: Andrea Pesce.
Al Teatro Secci riprende la stagione di prosa del Teatro Stabile dell'Umbria con Pro Patria, nuovo spettacolo di Ascanio Celestini. Una narrazione con cui l'artista tesse i fili della storia del nostro paese, ritrovando quella scintilla intellettuale e politica che ha dato vita a un'esperienza lunga e dolorosa, un percorso che ha coinvolto uomini e donne uniti da un grande ideale: fare l'Italia.
Un racconto di cento minuti per una storia di centocinquanta anni, Celestini è solo in uno spazio angusto: un fondale con alcune immagini, ritagli di giornali e manifesti di uno spettacolo. Un palco di metallo che è anche un piccolo prato artificiale sul quale va in scena la prova per un discorso. Un banchetto rosso tra palco verde e fondale bianco. Due musiche accompagnano la narrazione, un brano surf e una variazione di Chopin su un'aria di Bellini. Cinque personaggi. Un narratore-personaggio che parla in prima persona. Con lui ci sono due padri, uno di sangue e uno ideale. Accanto si muovono due abitanti della prigione che è il luogo dell'azione. Sono un secondino detto l'intoccabile, padrone concreto della vita del carcere, e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora.
Ogni nuovo spettacolo di Ascanio Celestini è salutato ormai come un vero e proprio evento. In questo nuovo racconto teatrale, che vede il sostegno del Teatro Stabile dell'Umbria, l'artista vuole ricucire i fili della storia del nostro paese, ritrovando quella scintilla intellettuale e politica che ha dato vita a un'esperienza lunga e dolorosa, un percorso che ha coinvolto uomini e donne uniti da un grande ideale: fare l'Italia.
"Quand'è che l'avete capito che era finita, Mazzini? Quando finisce la rivoluzione? Finisce a Roma nel '49 con la fine della repubblica? o con le insurrezioni degli anni '50? Con le impiccagioni e le fucilazioni di Belfiore che faranno guadagnare a Francesco Giuseppe il soprannome dell'impiccatore? Con l'insurrezione di Milano del '53? Quando è che avete pensato "siamo sconfitti", Mazzini?". Ascanio Celestini.
A cura del Teatro Stabile dell'Umbria e dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Terni.
Kairos Lunedì 23 Gennaio 2012



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