C'è cooperazione e cooperazione

La conferenza stampa indetta da alcune cooperative ternane certifica con evidenza che quanto da noi affermato aveva perfettamente colto nel segno. Quanto in quella sede affermato richiede tuttavia alcune precisazioni.

1. Democrazia e trasparenza
Se qualcuno pensa di piegare la democrazia e la funzione elettiva ai propri personali interessi, spingendo i Consiglieri Comunali a tacere per paura o convenienza, si rassegni: i sottoscritti intendono, a testa alta, esercitare il proprio dovere-diritto con coraggio e coerenza, continuando a dire le cose come stanno, a difendere gli interessi generali di famiglie e imprese e la libertà di fare impresa di fronte a meccanismi che tutelano rendite di posizione e a una politica politicante che impedisce da troppo tempo gare trasparenti in tutti i settori della spesa pubblica.

2. Basta con le intimidazioni
Non intendiamo assolutamente subire intimidazioni di sorta. Chiunque ritiene di essere colpito nei propri diritti può rispondere civilmente presentando e firmando esposti (magari motivati) alla magistratura, non, invece:
  • inviando propri dipendenti a registrare conferenze stampa per mettere il bavaglio alla democrazia;
  • minacciando, come avviene da anni, querele, ma mai assumendosi le relative responsabilità.
A fronte di queste gravissime e immotivate minacce, il Sindaco e il Presidente del Consiglio pensano di fare qualcosa a tutela dei Consiglieri?

3. Governo Monti, aria nuova anche a Terni
Troppo comodo da parte del PD sostenere il Governo Monti per quanto riguarda le liberalizzazioni a livello nazionale, ma poi consentire a propri spezzoni di fare e disfare a Terni a proprio piacimento, impedendo un minimo di libera concorrenza in settori che costano alla città decine di milioni di euro. Perché le conseguenze di questa sorta di monopolio sono l’aumento del costo dei servizi e, necessariamente, la riduzione delle prestazioni a favore di chi ha bisogno.

4. L’ACTL: quale finalità?
A Terni qualcuno cerca di confondere ulteriormente le acque già non proprio limpide degli affari. L’ACTL deve spiegare che cos’è. Perché, come Fregoli, quando le fa comodo si veste da impresa, pretendendo libertà di agire, altre volte vuol apparire “volontariato”, altre volte si ammanta di cooperazione sociale, ma in realtà fa business.
E infatti, per dirne una, la cooperativa in questi anni ha accumulato un immenso patrimonio immobiliare. Dichiara Corsi «facciamo investimenti, patrimonializziamo […] comperiamo strutture». Cioè conferma il fatto che negli anni alcune cooperative hanno accumulato ingenti patrimoni grazie al surplus tra quanto si fanno pagare per i servizi dagli enti pubblici, con denaro pubblico, e i costi che sostengono. Semplificando: si fanno pagare 15 per un servizio che costa 11 e così accumulano un patrimonio che poi investono. È giusto che soldi pubblici, i quali dovrebbero servire a garantire ai cittadini servizi pagati al minimo costo, finiscano invece per ingrossare il patrimonio di una cooperativa? È giusto pagare con denaro pubblico perché si accumulino patrimoni privati? Questo è appunto il risultato di un mercato bloccato in cui le cooperative, riunite in un’unica ATI, fanno cartello, impongo i loro prezzi, molto più alti dei costi, pagano stipendi bassi ai loro dipendenti e … accumulano patrimoni. Pochi servizi ai cittadini, spese ingenti di denaro pubblico e ricchezza accumulata da soggetti privati. È questo un sistema giusto ed equo che fa gli interessi della collettività?
Dice ancora Corsi: «non ci sono cooperative nel territorio che non facciano parte dell’ATI». Esatto, caro Corsi, appunto questo è il monopolio: un solo soggetto che controlla il mercato e impedisce ad altri di nascere, crescere ed entrarvi.

5. Mercato bloccato e sceriffi locali
Corsi declama a gran voce: «Ci opporremo insieme, noi cooperative sociali del territorio, alla penetrazione nella nostra società di competitori e soggetti provenienti da terre di camorra». Ora vorremmo sapere: quali strumenti ha Corsi per impedire a dei competitori di entrare nel mercato? Ritiene forse di essere in grado di condizionare i bandi di gara o ha in mente altre modalità? Quali barriere esistono nel nostro territorio? E quali sarebbero queste terre di camorra? Forse Corsi pensa che eventuali cooperative provenienti da alcune regioni (ma poi da quali?) siano solo per ciò da escludere? Neppure il leghista più accanito potrebbe formulare una simile ipotesi.

6. Basta con il conflitto di interessi
Usare i propri dipendenti, in evidente stato di bisogno e di necessità, per esercitare pressioni nei confronti della politica costituisce un metodo riprovevole da un punto di vista etico.
Far eleggere propri soci in consiglio comunale è un diritto delle cooperative; che gli stessi agiscano e votino delibere a favore della propria cooperativa è immorale e illegittimo e questo andazzo deve finire.

7. Libertà di scelta per i disabili e per le loro famiglie
Corsi è contrario ai voucher. Ma è sicuro di dire il motivo vero? Perché mai i voucher sarebbero una regalia alle famiglie? La libertà di scelta delle famiglie si chiama adesso regalia? Ma ha letto il signor Corsi le richieste dei disabili pubblicate sui giornali nei giorni scorsi? Chiedono di poter scegliere, chiedono di poter essere liberi.
Non sarà che questa rivoluzione non può piacere a chi pensa di avere un diritto di esclusiva sul territorio? Non sarà che Corsi vuole imporre a coloro che hanno bisogno e alle loro famiglie una sorta di suo lucrosissimo protettorato?

8. Denunciamo, ma noi lo facciamo sul serio, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, i responsabili del Comune, della ASL e dell’Azienda Ospedaliera per tutti gli affidamenti irregolari che danneggiano le casse comunali, le casse delle loro Aziende, le imprese sane, tutti i cittadini.
Sandro Corsi sostiene che è colpa di questi responsabili se non si fanno le gare. Ha ragione, con la Bassanini sono i Direttori Generali, anche se nominati e pressati dalla politica, che debbono pagare di tasca propria il maggior costo, quindi il danno erariale, che ricade sulle aziende loro affidate per la mancanza di trasparenza nelle gare e/o per l’affidamento diretto, senza un minimo di concorrenza. Chiediamo un cambio immediato di registro. Chiediamo gare limpide, non come alcune di quelle fatte fin qui che la stessa Procura ha definito architettate «con intenti fraudolenti».

Terni, 26 Gennaio 2012
I Gruppi Consiliari
Lista Baldassarre
UDC

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