Crisi anche per le badanti

Nel dramma occupazionale del territorio non c'è più posto nemmeno per le badanti. É quanto emerge dal consuntivo dello sportello-lavoro della Caritas. Nel 2011 vi si sono rivolte 120 persone, nel 90% dei casi di origine romena, e 25 famiglie,
"tutte con situazioni di estremo disagio dovute a malattie dei propri cari - spiegano dal servizio - costretti spesso a letto, incapaci di essere autonomi anche nelle azioni più semplici della vita quotidiana."
"Rispetto agli anni precedenti - commenta la Caritas diocesana - il 2011 si è rivelato un anno molto difficile per la ricerca di lavoro, infatti poche sono state le offerte e altrettanto poche sono state le risposte positive che abbiamo potuto dare ai nostri utenti (15 gli inserimenti lavorativi). Questa difficoltà nel reperire lavoro è data dalla crisi che ha colpito il Paese, aggiunta alla crisi già esistente nel nostro territorio: ciò ha portato molte famiglie alla perdita del lavoro. Allora, non potendo più far fronte alle spese di casa, quali bollette o affitto, tali famiglie si sono viste costrette a rinunciare alle stesse assistenti domiciliari e a prendersi cura direttamente dei propri cari. Le famiglie, pertanto, preferiscono non più pagare una badante ma occuparsi direttamente loro dei propri malati, aiutandosi con le pensioni degli anziani stessi. Se prima l'assistente domiciliare era la figura più ricercata dalle famiglie ternane, adesso le stesse famiglie preferiscono svolgere in 'proprio' tali mansioni, in mancanza di possibilità lavorative diverse, integrando così con la pensione dei propri malati le entrate economiche familiari."
"Negli anni precedenti - aggiunge la Caritas - gli anziani hanno sempre sperato di essere assistiti dalla propria famiglia e dai propri figli (anzi figlie) ma si erano resi ben conto che questa speranza non poteva essere coltivata, ora il desiderio di questi anziani sembra che si stia realizzando, e possiamo affermarlo da testimonianze dirette di famiglie che hanno lamentato questo stato di crisi e di difficoltà. La crisi è diventata sempre più evidente, quindi al crollo delle offerte si è contrapposto il doppio delle richieste."
La Nazione Venerdì 6 Gennaio 2012

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