[…] Non soltanto per i disagi scaturiti dall'entrata in vigore del nuovo orario invernale, ma anche per la scarsa attenzione verso un problema che invece è consistente, anche sul piano economico. Ogni mattina oltre 3000 ternani salgono su un treno per andare a Roma. Studenti e lavoratori, spesso molto qualificati, il cui umore è peggiorato nelle ultime settimane. Fra treni soppressi, declassati e orari anticipati, hanno dovuto fare i conti con un pesante effetto domino. Ogni modifica ha prodotto delle conseguenze. Ne è un esempio la cancellazione del treno che partiva da Roma alle 19.32 per riportare a casa centinaia di persone. Adesso la maggior parte dei pendolari ha davanti due alternative: prendere il convoglio delle 18.23 o quello delle 19.55. Salire sul primo non è né semplice né comodo. Sia per gli orari di lavoro, sia perché è quasi sempre stracolmo di gente.Il secondo arriva a Temi poco prima delle 21, salvo ritardi. Se i problemi fossero tutti qui, allora non ci sarebbe troppo di cui lamentarsi. Purtroppo le modifiche hanno influito anche sulle partenze.

Alcuni pendolari stanno pensando addirittura di trasferirsi a Roma per evitare i disagi quotidiani in treno

“Il treno delle 8.34 è stato tagliato - spiega un ingegnere che fa la spola con la Capitale così rimangono i treni precedenti. Quello delle 7.58 è stato declassato da Eurostar a intercity. Ciò vuol dire che non ha più la precedenza e finisce spesso per accumulare ritardi superiori al quarto d'ora. Nel mio caso, con un orario di entrata al lavoro che non può andare oltre le 9 e 30, è impossibile prenderlo. Rimane il treno delle 6.56. Così esco di casa alle sei e un quarto per tornarci alle nove e mezza di sera. E come me, tantissime altre persone che devono sacrificare la propria famiglia, la propria vita, per decisioni che sono state imposte dall'alto."

Il disagio della gente si è tradotto nelle numerose iniziative messe in campo dal comitato dei pendolari ternani. Molte le e-mail inviate da singoli cittadini a Regione, Provincia e Comune. Purtroppo per alcune di queste non c'è stata alcuna "notifica di lettura" (ergo, non sono state neppure aperte), in particolare alcune delle missive inviate a palazzo Spada.

"Ad oggi, la città non si è ancora resa conto della portata del problema - afferma un altro pendolare. Molti ternani stanno pensando di andare a vivere a Roma. Secondo voi, la nostra città in questa sua fase storica può permettersi che oltre duemila stipendi, molti dei quali consistenti, vengano spesi altrove? Chi sceglie di rimanere, fatica ad avere una vita normale oppure mette a rischio la propria carriera, avanzando richieste che il datore di lavoro non può accogliere."
"Mi fanno sorridere certe pubblicità immobiliari che, per attrarre acquirenti romani, dipingono Temi come una città ben collegata con la Capitale - attacca una donna. Se i treni attuali dovessero scivolare sulle linee secondarie, rischieremmo un salto indietro di 40 anni. Il collegamento con Roma è una ricchezza fondamentale: peccato che le istituzioni non abbiano ben compreso la portata del problema."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 4 Gennaio 2012

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