Stato di crisi del commercio a Terni

La Confcommercio della provincia di Temi chiede il riconoscimento dello stato di crisi del commercio e invoca misure straordinarie.
"Il pesante andamento dell'economia nel 2011, aggravato dal crollo dei consumi registrato nell'ultimo periodo dell'anno, anche per effetto della manovra depressiva del governo, ha condotto a tale punto di gravità la già stagnante situazione in cui versa la stragrande maggioranza delle imprese commerciali da far invocare la dichiarazione di un vero e proprio stato di crisi per l'intero settore."
La richiesta di provvedimenti urgenti per fronteggiare lo stato di crisi del commercio, alle autorità locali, regionali e statali, al prefetto Salustri e agli istituti di credito, è firmata dal presidente provinciale di Confcommercio Ivano Rulli e dal presidente di Confcommercio regionale Aldo Amoni.
Il pacchetto di provvedimenti urgenti, per salvare migliaia di imprese dalla chiusura, è corposo. Si va dalla richiesta di moratoria delle scadenze fiscali e previdenziali in atto da gennaio a giugno 2012 con restituzione in 24 rate e senza interessi a partire da gennaio 2013. Alla fiscalizzazione degli oneri sociali (dal 50 al 75%a seconda della percentuale di riduzione del fatturato) per le micro e piccole aziende che hanno subito una riduzione di fatturato. E ancora, ammortizzatori sociali efficaci per gli imprenditori che siano costretti a chiudere l'attività. Applicazione dell'Imu all'aliquota minore almeno per il 2012. Interventi per calmierare il mercato degli affitti. No alla liberalizzazione, no all'applicazione della tassa di soggiorno. Accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione, sospensione dello strumento accertativo legato agli studi di settore per le imprese del commercio per il 2011 e ancora altre misure. Che la situazione sia gravissima lo conferma Francesco Shu, presidente dell'Unione servizi di Confcommercio Terni. Shu parla di almeno 270 negozi chiusi, serrande abbassate a fine dicembre nell'intera città, con il settore dell'abbigliamento e degli accessori quello più colpito, con un turn over velocissimo, negozi che cambiano gestore ogni due o tre mesi, una proliferazione di bar e attività legate alla somministrazione dopo la liberalizzazione delle licenze che rischia di fare scoppiare il settore. Daniela Tedeschi, coordinatrice dei negozi del centro associati a Confcommercio, ha convocato per la prossima settimana un'assemblea generale degli iscritti, circa 800, per fare il punto della situazione:
"Un'assemblea plenaria - dice Tedeschi - se verranno tutti ci sposteremo in una sala congressi, per fare il punto della situazione. Affronteremo problemi, criticità e ascolteremo dagli associati spunti e ipotesi di soluzione per affrontare in modo condiviso la crisi. Sulla base di questi redigeremo una piattaforma programmatica da sottoporre al Comune."
Alcuni punti forti già li elenca Francesco Shu:
"Dal Comune vogliamo un occhio di riguardo verso il centro. Cura dell'arredo urbano, varchi spenti per facilitare il transito in centro dalle 18,30 alle 6 del mattino. Eventi da coordinare insieme e un piano di marketing rivolto soprattutto all'alto Lazio, Rieti e Viterbo, che ha un'offerta merceologica non comparabile rispetto a Temi. Abbiamo già tanti clienti da Rieti e da Viterbo, con un piano marketing adeguato si possono moltiplicare"
Corriere dell'Umbria Giovedì 19 Gennaio 2012

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