Giulio Natta, cinquanta anni fa, il 12 dicembre 1963, fu insignito del premio Nobel della chimica per la messa a punto di catalizzatori stereospecifici per la polimerizzazione stereochimica selettiva delle alfa-olefine, e per la realizzazione del polipropilene. Gran parte della ricerca dell'ingegnere ligure, venne effettuata al sito ternano della Montecatini, che negli anni cinquanta, del secolo scorso, era all' avanguardia nel mondo intero, nel settore della chimica. A cinquanta anni dal premio Nobel, per domani è stato organizzato un convegno, con inizio alle 15 al museo Diocesano, in piazza Duomo a Temi, per ricordare lo studioso ma anche per discutere del futuro della chimica verde e delle energie rinnovabili.

La crisi economica-finaziaria che interessa l'Europa e l'Italia produce gli effetti più devastanti proprio in quelle aree del territorio italiano legate storicamente ad alcuni settori dell'industria tradizionale. Con la green economy c'è una possibilità di far rialzare la testa al Paese, con la possibilità di creare tantissimi nuovi posti di lavoro. In un recente libro "Green Italy", Ermete Realacci, parlamentare del Pd e presidente onorario di Legambiente, sostiene che la chimica verde è una strada da percorrere senza perdere tempo e i brevetti sono stati depositati da molto tempo. Per Realacci è importante la crescita del territorio rispettando l'ambiente e cita la Novamont che con l'invenzione delle buste biodegradabili, ricavate dal mais, ha dato un forte contributo alla battaglia ambientale. Temi, secondo gli organizzatori del convegno, è tra le aree più colpite dalla crisi, con un tasso di disoccupazione che è quasi raddoppiato nell'ultimo anno e una diminuzione delle assunzioni di 5mila unità nello stesso periodo. In particolare, la chimica ternana, protagonista storica dello sviluppo industriale territoriale, sconta una drammatica riduzione delle prospettive di sviluppo pur in un contesto di larga accettabilità sociale e di grandi professionalità tecnico-industriali maturate negli scorsi decenni. Il convegno vuole essere una proposta per lanciare un patto di territorio che veda la messa in rete delle potenzialità imprenditoriali locali che, insieme a quelle nazionali attente alla realtà ternana, mira a impedire il disperdersi delle risorse esistenti, a consentire il rilancio della chimica locale ed il consolidamento delle iniziative già in essere nel settore delle energie rinnovabili. Attraverso la ricerca, l'innovazione e l'introduzione di nuovi processi produttivi ecosostenibili, in un mondo caratterizzato da una popolazione in continua crescita e da limitate risorse naturali, la chimica e l'energia da fonti rinnovabili possono assicurare una solida crescita futura alla struttura economico-sociale del territorio. Dopo

i saluti del vescovo Paglia, del presidente della provincia Polli, dei sindaci di Terni e Nami Di Girolamo e Bigaroni, e un filmato per ricordare la figura del Nobel Natta, il convegno sarà aperto da Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Seguirà la prima sessione, moderatore Cotana direttore del centro nazionale di ricerca sulle biomasse, con gli interventi di Bastioli, amministratore delegato Novamont, Ghisolfi, vice presidente del gruppo Mossi e Ghisolfi, Neri, presidente di Temi Energia, Elisei, preside della facoltà di Scienze matematiche e fisiche e biotecnogie, Bruno, responsabile relazione esterne territoriali Enel. Alla seconda sessione, partecipano Bistoni, rettore dell'Università degli studi di Perugia, gli assessori regionali Rometti e Riommi, i segretari nazionali dei chimici di Cgil, Cisl, Uil Morsetti, Gigli e Pascucci, e le conclusioni saranno tratte da Marini, presidente della giunta regionale dell'Umbria e da Corrado Clini, ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare.

Corriere dell'Umbria Martedì 6 Marzo 2012

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