Dipendenti del Comune di Arrone senza stipendio di febbraio. La discesa dello spread viene dipinta come una manna salvifica lasciando credere che tutto è tornato a posto e invece la vita di tutti giorni continua a offrire esempi concreti che vanno decisamente in direzione opposta. Lo scorso 27 febbraio i 15 dipendenti, tra impiegati e operai, del Comune di Arrone, non hanno avuto accreditato sul loro conto corrente gli emolumenti dovuti e relativi al mese di febbraio.

Motivo? Il Comune di Arrone non ha più liquidità, e così adesso oltre al posto di lavoro "privato" comincia a essere in discussione anche quello che una volta era considerato "sicuro", per il quale il grado di sicurezza era offerto da una presunta infallibilità della pubblica amministrazione. La crisi globale e forse anche le manovre di austerità ritenute necessarie dai Governi presente e passato stanno invece mettendo in crisi anche il sistema pubblico. A farne le spese per primi sono i piccoli Comuni, i cui bilanci non hanno così tante pieghe dove poter accantonare riserve da andare a prendere nel momento del bisogno. Il Comune di Arrone è un esempio che oggi è alla luce del sole, ma a sentire l'aria che tira nei consessi ove si riuniscono i sindaci dei 92 comuni umbri da qui a breve non potrebbe restare il solo.
Il Comune di Arrone non incassa perché i soldi scarseggiano anche per i suoi debitori, ma ha speso in passato e deve spendere nel presente e nel futuro. Quella del personale è una spesa obbligatoria, ineluttabile. Ma se i soldi non ci sono fisicamente non può certo mettere su una stamperia. La Giunta comunale arronese - i cui rappresentanti confermano la notizia - si sta impegnando in ogni modo possibile per garantire il pagamento degli stipendi tra lunedì e martedì, nove giorni dopo il fatidico 27. Sarebbe già qualcosa. Ma poi resta il problema della cooperativa di servizi Futura Valnerina, che per conto del Comune e di altre municipalità limitrofe ha in carico alcuni appalti nel settore delle pulizie e dei cimiteri.
Arrone è indietro di circa 100mila euro, e questo si riflette in maniera inevitabile sui salari dei soci-lavoratori della coop, fermi al palo dal mese di dicembre.

La Nazione Lunedì 5 Marzo 2012

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