Dopo 33 anni di emozionanti ed avventurose edizioni turistico-sportive ecologiche la discesa internazionale del Tevere in Canoa (da Città di Castello a Roma) rischia di morire o di essere ridimensionata nel suo tratto centrale, questo se andrà in porto il progetto di una società con sede a Cesena, ha depositato presso la Direzione valutazione ambientale del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Si tratta della costruzione di quattro sbarramenti o centrali idroelettriche da sponda a sponda da realizzarsi a Graffignano, Bomarzo, Bassano in Teverina e Orte tutte località del viterbese ma che riguarderanno, per quanto attiene l'impatto ambientale, anche le sponde umbre. Lo scopo di queste centrali è di soddisfare parte del fabbisogno energetico di un'azienda che produrrà gas tecnici ad Orte. Problemi i danni che la costruzione dei quattro sbarramenti apporteranno sono molteplici, sia di carattere paesaggistico, idraulico, ambientale, sia per la fruizione della navigabilità, per l'eco-turisimo, per l'intermodalità interregionale.

Attraverso l'area pubblica del sito web del ministero dell'Ambiente, Giuseppe Maria Amendola, presidente dell'Associazione Amici del Tevere e del Consorzio Tiberina, ingegnere e docente all’Università d Roma di Tor Vergata in "Energetica ambientale e sostenibilità", ha riscontrato nel progetto diverse problematiche sia di carattere tecnico che procedurale.

"Prima di tutto sono progetti molto impattanti - spiega. - Tra sbarramento, centrale idroelettrica a terra, locali di controllo e paratie ad arco l'ingombro è di 130 metri da una sponda all'altra. Sono sbarramenti totali per cui a parte alcune piccole opere che consentono il passaggio dei pesci impedirebbero ogni tipo di navigazione."
Quindi sia la navigazione da diporto su cui stanno puntando molti Comuni della zona sia quella sportivo-amatoriale praticata da tanti canoisti che in questa maniera si accostano anche al godimento dell'ambiente fluviale.
" Sbarramenti totali che interrompono l'utilizzo di un bene pubblico come è il fiume per uno scopo totalmente privato."
Ci sono poi le problematiche di carattere procedurale. Gli studi di impatto ambientale presentati dalla Proteo mentre coprono la parte programmatica per quanto riguarda il Lazio sono carenti per l'Umbria
"Sono assenti gli strumenti di pianificazione della Regione, vale a dire il piano territoriale, il piano paesistico regionale, quello di sviluppo rurale, il piano di tutela delle acque, nonché il piano paesistico della Provincia di Terni. Una gravissima lacuna dello studio di fattibilità."
Ci sono anche altri due aspetti procedurali che il Consorzio Tiberina, Agenzia di sviluppo per la valorizzazione integrale e coordinata del Bacino del Tevere, soggetto senza finalità di lucro, intende porre all'attenzione dei cittadini. 11 primo riguarda la "sintesi non tecnica", ossia un documento pubblico che serve ad infornare i non esperti su quanto si sta per fare e che, depositato presso i comuni interessati, chiunque può visionare.
"La sintesi - precisa Amendola - è stata fatta malissimo, è totalmente carente di notizie. Redatta com'è da tecnici progettisti, il fatto è significativo.Il secondo, la valutazione delle quattro centrali è stata effettuata ciascuna per proprio conto mentre il progetto andrebbe valutato complessivamente come un tratto di 25 chilometri di fiume che viene alterato dal punto di vista dell'evoluzione morfologica, del trasporto solido di sedimenti, degli ecosistemi presenti, trasformando quel tratto di Tevere più in un lago che in fiume perché perde le caratteristiche dell'ecosistema fluviale vero e proprio ".

Dal punto di vista ambientale al progetto in Umbria sono interessati Alviano, Amelia, Attigliano, Giove, Lugnano in Teverina, Narri, Otricoli, Penna in Teverina e nel viterbese Bassano in Teverina, Bomarzo, Civitella di Alviano, Graffignano e Orte. "Io credo che un po' tutti abbiano sottovalutato la questione perché sono tutti comuni che puntano sulla bellezza dell'ambiente e sull'ecosistema, quindi interessati all'impatto ambientale ed idrologico. Oltre al fatto che ci saranno quattro elettrodotti di terra che porteranno l'energia elettrica ad Orte ".

Amendola ricorda quindi che tutti i comuni dove è stato depositato il progetto sono ancora in tempo a presentare osservazioni al Ministero che ne deve tener conto fino ad un'ora prima dell'espressione del proprio parere. Parere negativo l'ha già espresso proprio pochi giorni fa l'assessore all'ambiente della Provincia di Viterbo Equitani nel corso di un'intervista radiofonica. Dopo aver assunto un atteggiamento possibilista all' inizio, quando ancora non aveva visionato i progetti, una volta controllati si è dichiarato assolutamente contrario. Molti altri stanno per farlo ufficialmente, come il Comune di Otricoli, come l'Uisp (Unione Italiana Sport per Tutti). "

Gli sbarramenti" conclude Amendola "servono per produrre energia utile ad uno stabilimento privato. Interferire su un bene pubblico come il fiume Tevere limitandone l'uso per un fine privatistico anche se legittimo non mi sembra sia cosa corretta".
Corriere dell'Umbria Giovedì 26 Aprile 2012

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