L'acqua della fontana di piazza della Pace è putrida e stagnante, di colore verde ramarro.
"Le pompe sono rotte da due anni, - spiega Gregorio Scarfone, un pensionato di 67 anni, residente dal 1964 a Villaggio Italia- ho denunciato questa cosa alla vecchia circoscrizione Ferriera, alla nuova circoscrizione di via degli Oleandri, al Comune. Tutti mi hanno risposto che sarebbero intervenuti immediatamente. Nessuno si è mosso."
Chissà cosa penseranno di questa fontana rotta, dall'acqua putrida, gli ex studenti oggi geometri o architetti dell'istituto artistico e per geometri che nel 2000 progettarono insieme all'ufficio tecnico del Comune l'attuale piazza della Pace nel cuore di Villaggio Italia, con al centro la fontana dall'acqua oggi stagnante. La piazza venne inaugurata in pompa magna nell'ottobre del 2003, era uno dei fiori all'occhiello della giunta Raffaelli, una delle tante piazze che avrebbero dovuto rianimare le periferie. Basta riportare la nota ufficiale dell'epoca per capire entusiasmo progettuale e costi di realizzazione della piazza:
"Il progetto - si legge nella nota ufficiale di palazzo Spada del 2003 - prevede la realizzazione di una pavimentazione pregiata, con la parte centrale interamente pedonalizzata. Al centro della piazza ci sarà una fontana che si svilupperà in più corpi, un'area di incontro con posti a sedere, una cavea per piccoli spettacoli all'aperto. É prevista anche un'illuminazione avveniristica. Complessivamente verranno spesi 475 mila euro, 75 mila dei quali serviranno per la realizzazione della fontana che, nelle intenzioni dei ragazzi che l'hanno progettata dovrà richiamare il forte legame tra Terni e l'acqua. Ai bordi della piazza sono previsti anche una trentina di posti auto."
É in realtà molto debole il legame fra Terni e l'acqua se basta un guasto alle pompe per bloccare l'acqua della fontana. Mezzo milione di euro speso dal Comune nel 2003 per costruire una piazza che adesso è abbandonata a se stessa.
"La fontana è rotta da due anni, - denuncia sempre il pensionato - nelle aiuole non c'è più un fiore ma solo erbaccia, hanno sfalciato quindici giorni fa. L'impianto d'irrigazione è rotto. Sulla manutenzione del verde fanno a scaricabarile tra Comune, circoscrizione e Ater. Il risultato è che il verde è abbandonato a se stesso. La spazzatrice passa ogni dieci, quindici giorni. Questa non è piazza della Pace, è piazza della vergogna."
Eppure la piazza sarebbe gradevole, è centro di aggregazione di un quartiere dove fino a dieci anni fa regnavano incontrastati gli spacciatori e dove oggi convivono pacificamente italiani e stranieri, soprattutto rumeni e albanesi. Sulle panchine, solo una è rotta, siedono i pensionati che cercano un po' di fresco all'ombra. Basterebbe un minimo di manutenzione per riportare la piazza al 2003, ai tempi del taglio del nastro.É inutile che si continuano a progettare e ad inaugurare giardini e piazze se poi quelli costruiti appena dieci anni fa vengono lasciati nell'abbandono.
"Quello che è successo è grave commenta l'assessore ai lavori pubblici Silvano Ricci - mi interesserò immediatamente e cercherò di risolvere il problema."
Resta un dubbio: cosa sta a fare l'imponente apparato del decentramento che dovrebbe servire ad ascoltare i bisogni del territorio, e l'ufficio manutenzioni del Comune se un pensionato che si dimostra caparbio è dovuto andare a bussare alle porte di una redazione per gridare a palazzo Spada che la fontana del suo quartiere è rotta da due anni e che nelle aiuole ci sono erbacce al posto dei fiori. E poi qualcuno ha il coraggio di dire che la macchina amministrativa del Comune funziona alla perfezione. Accanto alla piazza, nell'isola ecologica 7 di via Botondi si arroventano sotto il sole vecchi mobili e materassi.
"Stanno lì da giorni - denuncia il pensionato Scarfone - è vero che i primi responsabili sono i cittadini che dovrebbero sapere che basta chiamare il numero verde e l'Asm passa a ritirare il rifiuto ingombrante a domicilio, ma gli operai che svuotano i cassonetti e si accorgono dei mobili e del materasso dovrebbero avvertire l'azienda e mandare qualcuno a ritirarli."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 4 Luglio 2012

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