Una cascata di risorse per gli enti pubblici proprietari: Comune di Temi e Provincia. La giunta comunale ha approvato il rendiconto di gestione 2011 per la cascata delle Marmore. Gestione che ha prodotto un utile netto di 655.887 euro di cui il 70 per cento va al Comune di Terni, 466.121 euro, e il 30 per cento alla Provincia di Temi, 199.766. Le entrate complessive sono state di 2.119.992 euro; il consuntivo ha registrato una maggiore entrata di 113.467 euro rispetto al bilancio di previsione. Le uscite sono state per gli enti proprietari 1.454.104 euro: quota della bigliettazione che va al gestore, in questo caso la Marmore Falls, lavori di manutenzione e investimenti sul sito, promozione e organizzazione di eventi. Detratte le spese, sono rimasti sul piatto degli enti proprietari 655.887 euro. Un volume d'affari che deriva da un giro di circa 400mila visitatori l'anno paganti. Giro d'affari che permette agli enti proprietari di mantenere e rendere fruibile a costo zero il parco della Cascata delle Marmore, di farci investimenti e addirittura alla fine dell'esercizio di portare oltre 600mila euro nelle rispettive casse. Secondo molti la Cascata potrebbe dare molto di più, non solo alle casse pubbliche ma a tutto il territorio come indotto turistico. Gli attuali gestori della Marmore Falls, in regime di prorogatio da due anni, hanno diverse idee in testa e scalpitano, ma non possono fare nulla prima della nuova, eventuale assegnazione che dovrà essere regolata da un nuovo bando, una gara europea di cui si attende l'uscita da oltre un anno.

Il bando è una determinazione dirigenziale ma i contenuti li deve dare la giunta e prima ancora il consiglio comunale con un suo atto d'indirizzo. La maggioranza si spaccò lo scorso dicembre sia sul biglietto, c'era chi voleva cumularlo obbligatoriamente col Caos e con Carsulae aumentandone il prezzo, sia sui servizi da aggiungere alla gestione, che ne avrebbero aumentato i ricavi. Il tempo stringe; l'appalto dovrà essere obbligatoriamente affidato entro la fine dell'anno per far coincidere la nuova gestione col primo gennaio 2013. Un terzo anno di proroga, o anche alcuni mesi, sarebbero discutibili sotto il profilo della legittimità e farebbero perdere altro tempo prezioso per dare uno scatto alla gestione.
Sarà una delle grane politiche attese per settembre. Ma il vero motore per fare decollare il turismo della Cascata sarebbe la costruzione di un grande parco a tema legato ai giochi d'acqua e all'energia che potrebbe coprire un'area potenzialmente vastissima che va dall'ex Viscosa, proprietà privata, a Papigno, proprietà comunale, oggi di fatto abbandonato da Cinecittà. Bisognerebbe trovare un grande investitore privato, i classici arabi o cinesi, disposto a scommettere sulla Cascata. Con il grande vantaggio di avere già 400mila visitatori annui che vengono da soli e che potrebbero essere dirottati sul potenziale parco. Difficilissimo e complicato trovarlo. Il fatto è che il Comune nemmeno ci prova.

Corriere dell'Umbria

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia