Mentre il popolo di Temi si mobilita per raccogliere le firme per indire il referendum (la petizione è arrivata a oltre 2.150 firme) e passare con il Lazio, a Rieti tira tutta un'altra corrente. La corrente di coloro che vogliono venire in Umbria ed unirsi, secondo anche storia e tradizioni passate, con la provincia di Terni. Oltre 2.000 adesioni in poco più di venti giorni e le richieste di amicizia continuano a crescere di giorno in giorno. Sono i numeri del gruppo Facebook "Rieti in Umbria". Una pagina di confronto dove si discute sull'eventualità di indire un referendum per dar vita a una provincia che unisca il Reatino al Ternano. A condurre la discussione, insieme a Marino Formichetti della Uil-Fp1, non mancano gli interventi di cittadini e politici, primo tra tutti il presidente della Provincia Fabio Melilli.
"Stiamo cercando di organizzare un incontro con Melilli - dice Formichetti -, che è sempre puntuale nel rispondere alle domande che gli vengono poste. La nostra convinzione - aggiunge ancora - è che sia Rieti che Temi trarrebbero grandi vantaggi dalla nascita di questa nuova provincia. Chiederemo a Melilli aggiunge ancora - di fare in modo che il territorio si presenti al referendum (qualora questo venga approvato) unito, evitando fughe solitarie dei paesi di confine. Solo in questo modo si potrà riuscire a raggiungere il quorum dei 'sì' che, per Legge, devono essere superiori alla metà della popolazione reatina, quindi pari a circa 80mila. Intanto stiamo procedendo alla stesura della bozza della richiesta del referendum, che sarà presentata a settembre."
E intanto da esponenti politici di rilievo arrivano altre proposte in tema di spending review e tagli. L'eurodeputato di Fli Salvatore Tatarella parla di accorpamenti.
"Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta - spiega potrebbero diventare una sola Regione, così pure Trentino, Friuli e Veneto."
E la piccola Umbria? Secondo Tatarella potrebbe
"essere accorpata alle Marche o alla Toscana, il Molise all'Abruzzo, e la Basilicata in parte alla Puglia e in parte alla Campania. I risparmi sarebbero notevoli, con riduzione numerica anche del ceto politico."
Infine c'è da segnalare che il riordino delle Province sarà oggetto della riunione della commissione provinciale.
Corriere dell'Umbria

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