Le scorie dell'acciaieria della ThyssenKrupp Acciai speciali Terni finiscono in una discarica, a ridosso del muro di cinta dello stabilimento, e con il passare degli anni si sono formate delle vere e proprie montagnole, ben visibili fuori città. Il conferimento in discarica dei residui di lavorazione non è un ciclo infinito. Tra qualche mese, i problemi aumenteranno perché dopo il pronunciamento della commissione Antitrust dell'Unione europea con il passaggio d'Inoxum ad Outokumpu, lo stabilimento di viale Brin è destinato ad aumentare i volumi produttivi dagli attuali 1,2-1,3 milioni a 1,6-1,7 milioni di tonnellate d'acciaio e quindi a produrre maggiore quantità di scoria. Da tempo le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic ed Ugl hanno sollevato il problema della riutilizzazione delle scorie dei forni elettrici e degli impianti affinatori Aod. Quella prodotta da altoforno (tipo Ilva di Taranto), è già riconosciuta come sottoprodotto ed è materiale inerte. Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl hanno presentato alla direzione generale Impresa e Industria della commissione europea, a Bruxelles, presieduta dal portoghese Abraao de Carvalho, capo unità del settore metalli, minerali e materie prime, un documento in cui auspicano il riutilizzo della scoria da forno elettrico. A livello nazionale, trova un impiego solo parziale e non è sufficientemente valorizzata per garantire un recupero al 100% ed eliminare del tutto il ricorso alla discarica. Dal punto di vista tecnico la prossima registrazione delle scorie siderurgiche presso l'agenzia comunitaria per le sostanze chimiche (Echa), ai sensi del regolamento Reach, potrà fornire un positivo impulso in questa direzione, anche attraverso una migliore conoscenza delle proprietà del materiale e una conferma della sua idoneità all'impiego nel pieno rispetto dell'ambiente.
Dal punto di vista normativo alcuni chiarimenti importanti potrebbero derivare (dalla scoria come da altri residui) dall'applicazione della nuova definizione di "sotto prodotto" introdotta dalla direttiva comunitaria sui rifiuti, e dalla definizione di criteri specifici per determinare "quando un rifiuto cessa d'essere tale" (il cosiddetto processo End of Waste), che dovranno essere fissati a livello comunitario nel prossimo futuro. L'Ugl ha già annunciato che sarà a Bruxelles dall'11 al 18 ottobre, per un progetto e norme chiare sulle scorie. A Temi, è stata fatta una ricerca per individuare i suoi possibili utilizzi. La prima parte del progetto come è stato possibile apprendere, confermerebbe che la scoria "tal quale" può considerarsi come "rifiuto non pericoloso" e tale quindi da poter essere riutilizzata, sia in campo edile sia nell'industria vetraria, ma con un riutilizzo legittimo ecocompatibile, potrà avere effetti positivi non solo di natura territoriale ambientale, ma anche occupazionale.
Se tale progetto dovesse essere realizzato, con un mimino d'investimento, da imprenditori lungimiranti potrebbe rappresentare la quadratura del cerchio risolvendo alla radice il problema del conferimento delle scorie in discarica e di veder ulteriormente abbassati i costi industriali con un salto dei ricavi.

Corriere dell'Umbria

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