Il Riordino istituzionale dell'Umbria "deve essere basato su due enti di area vasta come le Province": é quanto emerso dal Consiglio comunale che ha approvato all'unanimità un atto d'indirizzo sui nuovi assetti regionali. In attesa della riunione del 17 allargata a tutti gli amministratori umbri sulla proposta del Cal di "annettere" Foligno e Spoleto a Terni per salvare la Provincia, il Consiglio comunale si accorge ora di alcuni dati economici che certificano il peso specifico del territorio ternano nello stesso contesto regionale in cui spesso è stato costretto a recitare il ruolo di Cenerentola.

"Non é in discussione il mantenimento di qualche postazione istituzionale - si sottolinea nell'atto - ma in primo luogo la stessa organizzazione periferica dello Stato imperniata sullo status di capoluogo di Provincia, al fine di mantenere istituzioni territoriali e servizi ai cittadini e alle imprese fondamentali per la crescita, lo sviluppo e la competitività dell'intera Umbria."
Ed eccoli gli aspetti economici.
"a fronte del peso della popolazione in percentuale (25% provincia di Terni 75% provincia di Perugia) -si legge ancora nell'atto- si rileva per la Provincia di Terni un import del 48% sul totale regionale (67% per quanto riguarda il settore manifatturiero); un export del 40% sul totale regionale (56% per quanto riguarda il settore manifatturiero); consumi di energia elettrica pari al 44% del totale regionale (60% per quanto riguarda il settore manifatturiero); 93% di quota sul totale della produzione di energia da fonti rinnovabili."
Il Consiglio comunale chiede quindi al sindaco Leopoldo Di Girolamo di contribuire ad aprire un percorso "che preveda una nuova fase costituente”.
In merito alla proposta di realizzazione di due enti di area vasta come le Province, secondo l'assemblea di Palazzo Spada

"i territori che partendo dalla Provincia di Terni, lungo l'asse della Flaminia, sia in termini infrastrutturali che in termini di sviluppo economico e turistico, possono rappresentare un elemento di coesione interna e di grande apertura verso l' esterno, anche in un'ottica di collaborazione spinta con territori extraregionali e dell'Italia mediana."

Il Consiglio propone di procedere nei prossimi giorni ad una serie d'incontri istituzionali "per favorire la massima apertura", con i parlamentari, il presidente e la Giunta regionale, il presidente del Consiglio regionale, i presidenti delle Province, i Consigli provinciali, i sindaci ed i gruppi consiliari dei Comuni umbri.

La Nazione Mercoledì 12 Settembre 2012

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