Sarà un arbitrato alla Camera di commercio ad avere l'ultima parola sulla sorte dei 18 soci-lavoratori della cooperativa sociale Aidas licenziati a giugno. Si tratta, per la gran parte, di donne, alcune delle quali rimaste senza lavoro anche dopo 30 anni. Loredana Valsenti, presidente della stessa cooperativa sociale, parla di
"un contenzioso interno, fondato su evidenti violazioni statutarie contestate alle dipendenti."
Ma le dirette interessate respingono tutte le accuse e, tramite il loro legale, l'avvocato Passoni, fanno sapere che
"è stato già impugnato il licenziamento perché infondato. Nel corso dell'arbitrato - continua - chiederemo il reintegro delle mie assistite in qualità di socie e dunque di lavoratrici della stessa cooperativa."
Cooperativa che gestisce realtà importanti anche nel settore dell'assistenza agli anziani. Come nel caso del Tiffany, tanto per citante una. Tra gli obiettivi ambiziosi dell'Aidas c'è pure la struttura di Collerolletta.
"Non siamo ancora partiti - riprende la presidente Valsenti - perché abbiamo dovuto fare i conti con farraginosità burocratiche e interferenze di cui avremo modo di parlare più diffusamente venerdì pomeriggio quando, proprio in quella sede, terremo una conferenza stampa per dire, una volta per tutte, la nostra verità."
Intanto le dipendenti licenziate rivendicano alcune mensilità arretrate, ma l'Aidas sostiene di avere già sanato la situazione con un'apposita delibera. Le ex socie lanciano un appello alla pubblica opinione e alle istituzioni.
"Questa vicenda - dicono alcune di loro - è passata per troppo tempo sotto silenzio. Anche da parte del sindacato."
E proprio per dare visibilità alle loro richieste, il consigliere comunale del Pdl Stefano Fatale, ha sollecitato un incontro pubblico a palazzo Spada. Sulla questione lo stesso Fatale, insieme ai consiglieri del Pdl Biscetti e Brizi, ha già presentato un'interrogazione a cui si è incaricato di rispondere l'assessore ai Servizi Sociali, Stefano Bucari.
"L'amministrazione comunale - ha assicurato - segue con grande attenzione l'evolversi della situazione. Per quanto riguarda le fatture per i servizi sociali diretti, all'Aidas è stato liquidato l'anno 2011. Fino ad agosto sono inoltre registrate fatture per 460.118,78 euro, rispetto alle quali sono stati liquidati 340.939 euro, ovvero gran parte del 2012, restando dunque da pagare, da parte del Comune, 119.178 euro. Per quel che riguarda le fatture per servizi sociali in delega restano invece da pagare 194.432 euro."
Più dettagliata la situazione riferita da Bucari rispetto alle fatture per i servizi sanitari.
"Secondo le informazioni fornitemi dalla Asl 4 - ha aggiunto l'assessore - ïl rappresentante legale della coop Aidas e della società Eurosalus il 12 novembre del 2011 ha sottoscritto un contratto di cessione di credito con la società Factorit che è stato poi rescisso a marzo 2012. A fronte di questo contratto la Asl 4, nel periodo che va dal novembre 2010 al marzo 2012, ha liquidato a Factorit, quale cessionaria dei crediti, per la cooperativa Aidas, un totale di 4.656.784 euro e per la società Eurosalus un totale di 1.691.363 euro.Nel giugno scorso è pervenuta poi da parte di Unicredit una comunicazione di cessione di credito nei confronti di Aidas ed Eurosalus. Infine, il 6 settembre scorso, il distretto numero uno della Asl 4 ha predisposto la liquidazione in favore dell'Aidas di 251.011 euro, ma non è stato possibile emettere il mandato di pagamento in quanto il Dure, il documento unico di regolarità contributiva, non risultava regolare. Il 19 settembre è arrivato il Dure regolare, ma il mandato - ha concluso Bucari - è a tutt'oggi fermo per il blocco di Equitalia."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 26 Settembre 2012

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