Quattro consiglieri comunali, uno d'opposizione e tre di maggioranza sono finiti nel mirino del procuratore regionale della Corte dei Conti, Agostino Chiappiniello, per illeciti rimborsi, percepiti o richiesti, nell'ambito della partecipazione alle attività istituzionali dell'ente e in particolare al Consiglio. Coinvolti almeno in un caso, anche i dirigenti comunali che hanno autorizzato i rimborsi stessi. L'indagine della Guardia di Finanza provinciale, diretta dal colonnello Domenico Solfaroli Camillocci, ha passato al setaccio la totalità dei rimborsi ai consiglieri, puntando la lente su quattro posizioni.

L'inchiesta si muove in base al decreto legislativo 267/2000 che regola l'assegnazione dei rimborsi qualora il consigliere abbia la residenza fuori dal territorio comunale sede dell'ente. Ed ecco i casi contestati. Secondo gli inquirenti il consigliere Fabio Biscetti (Pdl), pur cambiando residenza anagrafica in un Comune fuori provincia dopo un anno circa dall'insediamento nell'incarico, avrebbe mantenuto domicilio effettivo e interessi a Terni. Per gli investigatori, insomma, una residenza "fittizia". Il consigliere ha maturato 600 euro di rimborsi che comunque non ha mai incassato, per poi sospendere le richieste con il ritorno della residenza a Terni.

"Non ho percepito un euro - spiega Biscetti - e in quel periodo la mia residenza, per motivi personalissimi, era effettivamente fuori Terni. La legge peraltro non distingue residenza effettiva o meno, ero residente lì, punto e basta. Qui si confonde, non so se per ignoranza, malafede o altro, residenza e domicilio."
Il consigliere Davide Tallarico (Città aperta-Progetto Terni, gruppo di maggioranza) sempre per la finanza ha incassato 1500 euro di rimborsi non dovuti. Del presunto danno erariale comunque non risponderà lui ma il dirigente dell'ente che ha autorizzato la concessione dei rimborsi stessi. Tallarico, appartenente alla polizia di Stato, è residente a Terni ma lavora a Roma.
"Appena eletto - precisa il consigliere - ho richiesto a chi di dovere se mi spettassero i rimborsi, ottenendo una risposta affermativa. Tempo dopo ho reiterato la richiesta, con risposta nuovamente favorevole. Aggiungo che giornalmente per lavoro devo essere a Roma e viaggio solo in treno, quando la legge prevede un rimborso auto d'importo superiore."
Il terzo caso è quello del consigliere Alessandro Chiappalupi (Gruppo Misto). La sua è una storia particolare: tre anni fa venne arrestato sempre dalla Finanza per concussione; accusa che lui ha sempre respinto e il cui procedimento è in corso. In seguito a quella vicenda passò al gruppo Misto. Risiede a Orbetello, ma secondo le fiamme gialle, nei giorni a cui si riferiscono i rimborsi sarebbe stato a Terni, che rimane il centro dei suoi interessi. Gli vengono contestati 3000 euro di rimborsi.
"Dopo quella vicenda - afferma Chiappalupi - ho lavorato in silenzio, evitando di mettermi in mostra. Ma vedo che non serve a niente. Risiedo a Orbetello per motivi personali e familiari. Finchè la legge prevedeva il rimborso di una giornata lavorativa l'ho chiesto, ogni lunedì, quando si svolgeva il Consiglio, del resto sabato domenica ero a Orbetello, quando la legge è cambiata non ho presentato più alcuna richiesta, peraltro mai avanzata per la partecipazione a commissioni o altre attività dell'ente. Mi difenderò anche stavolta."
C'è anche un quarto caso, che riguarda un consigliere del Pd, e che per gli inquirenti resta al vaglio. Pur avendo la residenza effettiva fuori Terni, avrebbe dichiarato di percorrere un numero di chilometri superiore al reale.
La Nazione Sabato 1 Settembre 2012

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