Per il momento c'è la richiesta di restituzione del milione di euro già versato (sugli oltre otto pattuiti nel preliminare di acquisto). Poi successivamente ci sarà la richiesta di versamento della penale di 250 mila euro, sempre prevista nel preliminare, perché il Comune non ha rispettato i suoi impegni. Poi la richiesta di rimborso per i costì elevatissimi sostenuti per il progetto, tutti fatturati. É un percorso di guerra quello che delinea Federico Conti, amministratore del gruppo Superconti, che indica la volontà della società della grande distribuzione di non procedere più all'acquisto dell'immobile e dell'area di piazza del Mercato.
"Siamo stati obbligati – dice Conti - dalla lettera del Comune che ci chiedeva chiarezza. In questo momento, dove si è in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sulla richiesta dei 13 operatori di tornare nel vecchio mercato una volta terminato, non potevamo che rispondere così. Non possiamo rischiare di fare uri investimento di 25 milioni di euro e ritrovarceli qui dentro. Il rischio c'è, dato che il Tar non si è pronunciato nel merito ma sull'improcedibilità."
Per Conti è il Comune a non avere rispettato il preliminare dì vendita, dato che i due ricorsi dimostrano
"che l'immobile al 31 dicembre 2011 e anche oggi non era libero da cose, persone e pesi."
E se il Consiglio di Stato desse di nuovo torto ai 13 operatori? “Per ora l'investimento è accantonato, dobbiamo evitare di avere qualunque ostacolo”. Tuona il Pdl, Guardalben e Brizi, sull'esito della vicenda: "Ennesima figuraccia del Comune. Il dietrofront dell'imprenditore Conti è la conseguenza del pressappochismo con cui la sinistra alla guida di palazzo Spada da tredici anni governa la città".
Corriere dell'Umbria Lunedì 24 Settembre 2012

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