Allarme Tumori a Terni? Non sembrerebbe

Non c'è nessun allarme tumori nella conca ternana e la situazione di Terni è per fortuna completamente diversa da quella di Taranto dove l'inquinamento prodotto dagli altoforni dell'acciaieria pugliese ha fatto schizzare in alto le percentuali di incidenza e mortalità per neoplasie. Lo dice, per ora in via ufficiosa, l'Osservatorio epidemiologico provinciale su ambiente e salute diretto dal professor Lamberto Briziarelli smentendo l'allarme neoplasie che era circolato nei giorni scorsi.
Allarme che lo scorso lunedì era stato portato in consiglio comunale, sotto forma d'interrogazione, dal consigliere di Rifondazione comunista Mauro Nannini. Nell'interrogazione il consigliere Nannini ricordava che Terni è rientrata nello studio Sentieri dell'Istituto superiore sanità come città dove si muore di più e spesso per malattie tumorali, essendo considerata tra le aree più inquinate.
Nel documento viene anche sottolineato il pericoloso livello di polveri sottili registrato dalle centraline dell'Arpa in alcune zone della Conca. Un problema, per il Prc, che potrebbe essere aggravato se effettivamente l'inceneritore Terni Ena di Maratta, oggi di Acca, riprendesse già a novembre a bruciare pulper; scarti di cartiera.

Con l'interrogazione, Nannini chiedeva al sindaco quali provvedimenti volesse attuare per tutelare la salute dei cittadini. Non c'è per il momento nessuna nota ufficiale, ma l'allarme tumori verrà smentito nei prossimi giorni dall'Osservatorio quando in una conferenza stampa sarà presentato il secondo rapporto, dopo quello del 2009, su ambiente e salute in provincia di Terni. Qualche dato però già circola. L'Osservatorio diretto da Briziarelli anzitutto polemizza con l'uso politico dello studio Sentieri fatto prima dai Grillini poi da Rifondazione.
Il rapporto su salute e ambiente a livello provinciale che uscirà a novembre si basa sui dati aggiornati del registro tumori regionale. Questo dice che a livello provinciale la mortalità per tumore o è stazionaria o decresce. Sempre lo studio condotto dallo staff di Briziarelli mostra che, sempre a livello provinciale, c'è un leggero calo dei nuovi casi, una minore incidenza.
Media statistica data dal fatto che ci sono alcuni tipi di tumore in calo e altri in aumento. Tra i tumori in aumento, in questo caso si parla della città di Terni, ci sono quelli al polmone e al colon retto. Le percentuali di aumento verranno fornite in conferenza stampa e comunque anche in questo caso l'aumento non sarebbe da allarme. Fonti dell'Osservatorio precisano però che il killer principale rispetto al tumore al polmone è il fumo e che i tumori al colon retto non derivano dall'inquinamento dell'aria ma da cosa mangiamo e da come mangiamo, per esempio troppa carne arrostita.
Resta però da capire perché questi due tumori aumentino solo a Temi dato che il fattore fumo è spalmato in modo uguale su tutta la provincia. Altro dato che emerge dallo studio dell'Osservatorio è che l'Asl di Terni è al terzo posto per incidenza tumorale in Umbria dopo l'Asl di Città di Castello e dopo la Valnerina.
Lo studio Sentieri dell'Istituto superiore sanità, dicono infine dall'Osservatorio, è corretto ma studia solo l'incidenza tumorale degli ultimi cinque anni, quelli in cui la Regione Umbria ha avviato un processo di diagnosi precoce dei tumori. E quando i tumori si vanno a cercare, qualcosa si trova."

Corriere dell'Umbria Giovedì 18 Ottobre 2012

 

L'Istituto superiore di sanità ha avviato un progetto chiamato "Sentieri" (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) dove sono stati individuati i luoghi nel nostro paese dove si muore di più e spesso per malattie tumorali, ovvero in prossimità delle aree più inquinate. Tale studio, durato dal 2007 al 2010 e presentato alla fine di settembre di quest'anno, contempla l'analisi della mortalità delle popolazioni residenti in prossimità di alcune zone chiamate Sin, ovvero Siti di interesse nazionale per le bonifiche tra i casi più critici sono state individuate le aree di Taranto, Terni, Massa Carrara, Litorale Domizio Flegreo, il bacino del fiume Chienti, Priolo, Sulcis Iglesiente. Lo studio ha rilevato che il più alto tasso di mortalità si è registrato nei pressi dei grandi centri industriali attivi o dismessi, aree dove si smaltiscono rifiuti industriali e pericolosi. []

Corriere dell'Umbria Giovedì 18 Ottobre 2012

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