Outokumpu smonta e vende la AST

Lo "spezzatino" è servito. Outokumpu non solo ribadisce la vendita dell'Ast ma annuncia l'intenzione di tenersi i "pezzi" migliori, l'innovativa linea di produzione a freddo "ba2" (una capacità di circa 130mila tonnellate annue) e il Tubificio. In particolare la linea del "freddo" sarà smontata e rimontata in un altro sito del gruppo, in Finlandia. In un vero e proprio "mercato delle vacche" della siderurgia, il colosso finlandese non va per il sottile e, con una ThyssenKrupp all'angolo che non può far altro che badare ai suoi interessi, procede allo smembramento del polo ternano.

Il "ceo" di Outokumpu Mika Seitovirta, che si era speso in tante belle parole nella sua visita a Terni, quando Ast sembrava essere lo stabilimento leader di un progetto di fusione (Outokumpu-Inoxum, l'inox targato Tk) che visto a posteriori fa pensare al classico "pacco" ai danni dell'Italia, ora usa termini "strappalacrime" per spiegare il cambio di strategia. In una nota la società finlandese propone all'Unione Europea la cessione dello stabilimento di viale Brin "per rispettare le condizioni poste dall'Antitrust Ue al via libera all'accordo con i tedeschi della ThysseKrupp."

Dalla cessione, prosegue Outokumpu, sono escluse "una linea di produzione a Terni che sarà trasferita a un sito del gruppo e la società Tubificio."
La Commissione Ue, come noto, dovrà decidere se accettare la proposta entro il 16 novembre.
"Siamo molto dispiaciuti - afferma Seitovirta - di essere stati messi nella posizione di dover cedere Terni. Non è stato fatto per scelta, ma per la necessità di soddisfare le richieste della Commissione europea. Non c'erano alternative alla cessione dell'impianto per ottenere l'approvazione della transazione con Inoxum. Ho grande rispetto per il talento e l'impegno senza pari dei lavoratori ternani. Come attività integrata di alta qualità, Terni doveva avere un ruolo centrale nella nuova piattaforma industriale di Outokumpu. Per salvaguardarlo, inizialmente abbiamo proposto altri correttivi alla Commissione europea. Purtroppo, la Commissione ha respinto la nostra prima proposta, e ora ci troviamo ad affrontare una situazione in cui non abbiamo altra scelta."
"Ci impegniamo - aggiunge - a fare del nostro meglio per trovare un buon compratore per questo eccellente sito, sono fiducioso che ci saranno diverse parti interessate a dare un buon futuro e portare avanti la storica tradizione nella produzione di acciaio inossidabile a Terni."

Stefano Cinaglia
La Nazione Mercoledì 10 Ottobre 2012

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