Piediluco contro la struttura psichiatrica

Il "no" della gente di Piediluco è secco e categorico. La nuova struttura residenziale psichiatrica da venti posti che dovrebbe nascere tra pochi mesi presso l'attuale Locanda dei Frati lungo la panoramica, ha scatenato un vero e proprio polverone. Con la grande rabbia che ha preso il posto dell'indignazione, per quelle autorizzazione già concesse che non hanno tenuto conto delle esigenze della popolazione lacustre e quindi dell'ambiente. Pieno rispetto delle persone sfortunate che necessitano di cure, ci mancherebbe, ma il determinarsi di fenomeni involutivi potrebbero portare alla rottura degli attuali equilibri. É su questo che si fonda la preoccupazione di chi abita in questa preziosa area turistica. E il perché è facile da spiegare. Intanto c'è da ricordare che nel piccolo centro esiste già una casa di accoglienza da 15 posti per chi ha problemi del genere, tra l'altro perfettamente integrata con la comunità, rappresentando "un'esperienza esemplare di rapporto con il territorio ed i suoi cittadini."

Ma il timore, più che reale, è che nella nuova struttura denominata "Casa dell'Amicizia" finiscano con il soggiornare soggetti gravemente malati, magari con diversi reati alle spalle o con handicap di varia natura (quelli per intenderci usciti dalle case di custodia a seguito del decreto Monti) e ciò spaventa e non poco. Soprattutto per il fatto che finirebbero in uno spazio limitato, nel cuore del centro storico, dove - si legge in una nota

"non sono da trascurare le problematiche di mobilità e la limitatissima presenza di servizi ed attività, che determinano condizioni di quasi isolamento per la maggior parte dell'anno."
Allarmismi ingiustificati? Si vedrà. E nonostante le varie interrogazioni in Consiglio (l'ultima quella di Sandro Piccinini del Pd) e i silenzi di chi dovrebbe invece sapere tutto, la realizzazione sembra ormai passata, con le relative autorizzazioni rilasciate dall'Asl, i pareri favorevoli e gli interventi già predisposti da parte dell'ingegnere incaricato. Alla faccia delle semplici ipotesi. E le assicurazioni arrivate nel corso di un incontro
"In una realtà come la nostra è impossibile offrire un'adeguata accoglienza per la mancanza di servizi"
Intanto, in una lettera carica di firme inviata al presidente della Regione Marini, al sindaco Di Girolamo al direttore dell'Asl 4 Panella e al presidente della circoscrizione est Bolletta, gli abitanti di Piediluco mettono le cose in chiaro. E chiedono di verificare se
"l'autorizzazione a realizzare la struttura sia stata effettivamente concessa secondo quanto previsto dalla normativa vigente."
E valutare la non opportunità di realizzare 20 posti di residenza psichiatrica con le caratteristiche di struttura terapeutica di tipo 1 e 2". E valutare, altresì, "la possibilità di ubicare questa tipologia di struttura in un'altra località, magari più idonea dal punto di vista morfologico e per la presenza di servizi". La battaglia è appena iniziata.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 10 Ottobre 2012

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