Abbattere il costo dell'approvvigionamento energetico, promuovere ]'assorbimento interno della produzione e, soprattutto, battersi per far riconoscere internazionalmente le certificazioni dell'acciaio inossidabile prodotto a Terni. Questa è la ricetta che la Fiom Cgil locale propone per uscire dal baratro nel quale si trovano molte aziende del settore manifatturiero e la stessa siderurgia, ancora a galla grazie alla cassa integrazione ma non del tutto fuori dai problemi. La riflessione fatta dal segretario provinciale Claudio Cipolla parte da un assunto ossia che i prodotti italiani, anche quelli siderurgici, non siano abbastanza competitivi sul mercato non tanto per colpa dell'incidenza dei costi del lavoro ma per via dei costi oscillanti delle materie prime e degli approvvigionamenti energetici.
"I prodotti realizzati presso gli stabilimenti Ast sono certificati eppure per colpa del fatto che costano una media di 100 euro in più a tonnellata si trovano in svantaggio competitivo rispetto agli stessi prodotti provenienti dai colossi orientali. Se vogliamo che le nostre aziende possano giocare ad armi pari con le altre dobbiamo fare in modo che i costi energetici vengano ridotti e che l'Italia adotti misure per proteggere la, produzione interna. Se pensiamo che delle 700mila tonnellate di acciaio inossidabile che vengono utilizzate nel nostro Paese ben 400mila, vengono importante ci rendiamo subito conto del fatto che non vi sia alcuna tutela nonostante sarebbe auspicabile per uscire prima dalla crisi."

EIe.Sten.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 21 Novembre 2012

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