Attimi di panico II giovane ha perso conoscenza ma l'ambulanza non è riuscita ad entrare sul terreno verde

Tutto si è svolto nel giro di poco tempo. Un calciatore si accascia a terra dopo un violento scontro di gioco. La botta alla testa è tremenda, tanto che il giovane perde completamente conoscenza. Le sue condizioni sembrano gravi, anzi gravissime. Attimi di panico sia in campo che fuori, con tentativi di rianimazione. Intanto scatta la macchina dei soccorsi. Ecco piombare l'ambulanza del 118 che, però, non riesce a raggiungere il manto verde non perchè le macchine parcheggiate ne ostruiscono il passaggio, ma per l'incredibile fatto che il cancello d'ingresso è maledettamente troppo basso. I minuti scorrono veloci, la paura è palpabile e la mente non può che tornare all'incredibile dramma della morte di Morosini.

Così, tra manovre di fortuna e tentativi disperati, il giovane viene a braccio portato fuori per essere poi trasportato in ospedale. Ma di tempo ne è passato tanto, forse troppo. Per fortuna, a tarda serata, ecco la notizia più attesa: Mirko (questo è il suo nome) si è ripreso e se la caverà con qualche giorno di assoluto riposo. Ma l'accaduto non può non avere il sapore della tragedia sfiorata, con quell'accesso vietato all'ambulanza che scatena rabbia e indignazione. Ma andiamo per ordine. Il fatto si è verificato lunedì sera intorno alle 21,30 al campo sportivo interno all'area del "Canto del Gallo", dove era in programma il match tra l'EdilService e l'Amr San Valentino, valido per il campionato amatoriale Arci Uisp.

Intorno al 35' del primo tempo, durante una normale azione di contropiede, Mirko viene travolto dall'uscita del portiere avversario. Un impatto tremendo, con tutti i giocatori che capiscono subito che la cosa è grave e chiedono l'intervento dei soccorsi. Soccorsi che arrivano tempestivamente, ma quell'ambulanza non riesce proprio a passare per colpa del cancello basso. Il ritardo spaventa, con quei minuti di ritardo che possono diventare decisivi. Per fortuna tutto si risolve per il meglio, ma ciò non può bastare. Perchè è assurdo che ancora oggi, sui terreni verdi dove si effettuano partite ufficiali, non vengono garantire tutte le misure di sicurezza necessarie. Come quello dell'accesso di un'ambulanza.

Corriere dell'Umbria Giovedì 29 Novembre 2012

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