Studenti e insegnanti ancora in lotta a Terni

Nonostante lo stop imposto dalle vacanze di fine anno la mobilitazione del mondo della scuola sembrerebbe destinata a non fermarsi. Oltre alle manifestazioni di cui si è già reso conto, sono stati assemblati nelle ultime settimane alcuni tasselli fondamentali per la costruzione di un nucleo che informi e renda la protesta più costante. Il 16 novembre si è costituito il coordinamento degli insegnanti delle scuole di Terni che propone forme di lotta quali il blocco delle attività extracurricolari e delle nuove adozioni di libri di testo, il rifiuto di collaborare ai test invalsi, ma anche l'organizzazione di giornate di autogestione, insieme agli studenti, in cui tenere lezioni alternative sulla

"gravità dell'attacco in corso alla scuola pubblica e l'importanza della sua difesa."
Il coordinamento docenti per la scuola pubblica di Perugia, già esistente, ha contestualmente ripreso la propria attività assembleare alla fine del mese; in un documento del 26 novembre si legge:
"dopo la giornata di sciopero del 24 novembre che, nonostante il boicottaggio Cisl, Uil, Snals e Gilda, ha registrato a livello cittadino una forte partecipazione, le scuole di Perugia si stanno organizzando per attuare forme di protesta significative che mantengano alta l'attenzione sulla scuola."
Alcuni istituti, come il Pieralli e il Capitini, hanno adottato il blocco sostanziale delle attività extracurricolari, il Liceo Alessi ha Alessandra Caraffa sospeso per qualche giorno i ricevimenti antimeridiani dei genitori; altre scuole, come il Galilei, hanno deciso per forme di mobilitazione più blande, che non riversino il disagio del corpo docente sulle esigenze di studenti e famiglie. Negli ultimi giorni di novembre il Liceo Artistico Magnini di Deruta à stato autogestito e nell'assemblea tenutasi nei locali scolastici il primo dicembre è emersa la forte volontà di continuare la mobilitazione studentesca in maniera costante, protesta che deve partire dall'azione dei singoli per allargarsi alla cittadinanza in un'idea di ricomposizione che - da parte degli studenti non è mai mancata, come si sottolinea nel documento redatto dalla rappresentanza d'istituto a margine dell'assemblea, in cui ci si riferisce alla
"creazione di un nuovo fronte di lotta composto da studenti, disoccupati, precari, migranti."

Col sostegno dell'associazione universitaria Cultura e Conflitto, si pensa all'organizzazione di un ciclo di approfondimenti sulle questioni della lotta dei lavoratori, dell'Ilva e dell'Alcoa, sui conflitti in Medio Oriente, su lavoro e futuro. A metà dicembre è anche ripresa l'attività dell'associazione studentesca ternana Fuori dal Coro, con la prima lezione pomeridiane di quello che si prospetta essere un ciclo di incontri molto partecipato, organizzato dagli studenti insieme ai propri docenti.

Terni. La notte bianca della scuola pubblica

Una manifestazione originale è stata quella organizzata dal coordinamento delle scuole di Terni per la serata del 15 dicembre. L’Assessorato alla Cultura ha messo a disposizione una parte della biblioteca comunale, che è rimasta aperta fino a mezzanotte. L’organizzazione trasversale dell'evento ha portato nella grande sala del caffè letterario interventi distanti per stile e formazione: docenti, studenti medi e universitari, precari della scuola. Il coordinamento si è presentato come formazione autoconvocata ed autonoma, non afferente a sindacati, ed ha gestito la prima parte dell'iniziativa come un'assemblea del corpo docente, aperta però ad interventi esterni di studenti e cittadini. Si è discusso in primo luogo delle forme di protesta da adottare: nonostante la gravità della situazione imporrebbe una mobilitazione decisa, si ammette la difficoltà di

"tagliare le attività extracurricolari perché sappiamo bene che molti bambini non avranno altrimenti la possibilità di fare certe esperienze [...], prevale un atteggiamento prudente perché al centro del nostro lavoro poniamo le esigenze degli studenti, è per questo che la protesta è difficile."
L’intervento dei precari della scuola è stato centrato sul cosiddetto concorsaccio, che promette agli oltre trecentomila aspiranti docenti un posto che esiste solo sulla carta: basti pensare alla credibilità di una previsione basata sul calcolo dei pensionamenti dei prossimi due anni (pensionamenti che però sono bloccati!), per farsi un'idea della prassi che il Miur riserva ai docenti. Viene giustamente sottolineato anche il fatto che
"il concorso avrebbe senso una volta esaurite le graduatorie"
, non certo in un contesto come quello attuale, in cui un quarto degli insegnanti che lavorano nelle scuole italiane cambia istituto ogni anno, con le conseguenze che ne derivano per la qualità della didattica, oltre che per la vita del docente precario. La seconda parte della manifestazione è stata gestita dalla componente studentesca, che ha proposto delle letture legate alla scuola pubblica, ma ancor più strettamente al "filo rosso dell'indifferenza": Calamandrei, Gramsci, Orwell e il celebre monologo di Howard Beale in Quinto Potere ("sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterà più!"). La conclusione è stata affidata ad un'orchestra composta esclusivamente da studenti medi, uno dei tanti progetti di valore che rischiano di scomparire sotto il mantra dei tagli all'istruzione pubblica. Nimby (Non nel mio cortile) La notte bianca della scuola pubblica è stata significativamente sottotitolata
"studenti e insegnanti insieme per una scuola migliore"
; il fattore di novità - rispetto alle manifestazioni cui si è abituati - sta proprio nella stretta collaborazione tra insegnanti e studenti. Gli universitari dell'associazione LiberaMente, attivi durante l'organizzazione e per tutta la durata della manifestazione, si sono presentati con parole significative:
"siamo presenti perché proviamo ad essere un anello della catena che unisce gli studenti medi ai docenti e ai precari"
; nonostante la presenza dell'università a Terni sia ridotta ad una sorta di marginalità da succursale, è stato più che mai evidente l'apporto fondamentale della componente universitaria nell'ambito di una riflessione seria e propositiva sulla scuola e sull'istruzione. Se il corpo docente tende per forza di cose a fossilizzare le proprie considerazioni su questioni per lo più vertenziali o tecniche, che vanno dall'analisi dei decreti alle questioni più strettamente contingenti (il concorso, le ore di lavoro, gli scatti di anzianità), la voce degli studenti pare spontaneamente virare sui toni più caldi dei temi generali, che possono suonare idealistici, eppure a ben vedere sono i più stringenti. Da parte studentesca si è parlato molto di partecipazione, ed effettivamente la sala è stata piena di studenti dall'inizio alla fine della manifestazione. Gli insegnanti presenti erano, invece, pochi; dallo stesso coordinamento si è dovuta ammettere una certa ingenuità nell'organizzazione:
"siamo tutti docenti, ci faremo tutti carico della protesta, abbiamo pensato. Abbiamo creduto che il nostro disagio fosse condiviso da tutti quelli che invece non sono intervenuti."

Se c'è stata una falla, in questa notte bianca, è da ricercarsi proprio nella sufficienza con cui è stata accolta dalla grande parte degli insegnanti, non pervenuti. All'appello dei pochi, appassionati professori attivi nel coordinamento, hanno invece risposto in maniera forte proprio gli studenti. Un segno importante, che dà ragione anche dei riferimenti ad un concetto di ricomposizione che è da sempre sotteso all'analisi delle mobilitazioni, e che fino ad ora ha trovato l'ostacolo principale proprio in quella sufficienza da cattedra che inaridisce la forza e il corpo di una protesta, in quella indifferenza che gli studenti hanno fortemente denunciato anche in questa occasione.

Il Manifesto Giovedì 27 Dicembre 2012

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia