L'Umbria verde e cuore verde d'Italia per il suo paesaggio, sta diventando sempre più Umbria green, cioè leader nel settore delle energie rinnovabili, quelle che puntano all'utilizzo di sorgenti naturali, come il fotovoltaico. Continua a crescere T.E.R.N.I. Research con nuove iniziative che ormai l'hanno posta all'attenzione nazionale e del Made in Italy. L'ultima nata si chiama Italeaf ed opera anch'essa nell'industria verde. L'audace progetto, concepito alcuni anni fa, dall'avv. Stefano Neri, ora è diventato una azienda operante, con ottimi risultati, nella ricerca, innovazione e produzione di energia per costruire una concreta alternativa alle fonti tradizionali.

L'impresa, che porta il nome di Terni nel suo acronimo, ha anche il merito, non secondario, di aver indicato (e percorso) un segmento nuovo per l'economia del territorio, sia per la differenziazione produttiva, sia per l'applicazione di tecnologie del futuro sostenibili. Ancor più con i fumi-caldi, dell'Ast si alimenta uno scambiatore di calore che porta a temperatura l'acqua immessa nella rete urbana, appositamente costruita per il teleriscaldamento. Si alimentano, in tal modo, utenze private e pubbliche.

Le rinnovabili sono fondamentali dopo l'abbandono del nucleare, nel nostro Paese, e il suo prossimo tramonto in Europa. Per fortuna abbiamo votato il 2° referendum antinucleare e fatto naufragare il disegno concepito dal Governo Berlusconi che intendeva rilanciare alla grande, in Italia, il lucroso business della costruzione di centrali atomiche. Una fortuna quel no popolare, altrimenti ora staremmo a costruire impianti nuovi, mentre l'Europa ha deciso di dismettere molti di quelli installati in passato. Le Agenzie specializzate informano che ce ne sono un gran numero con questa prospettiva: chiusura e smantellamento. Un impegno colossale se appena si considera la pericolosità delle operazioni connesse alla reazione a catena. La stessa informazione annuncia che ne verremo dismesse 29 in Inghilterra, 27 in Germania, 12 in Francia, per citare i Paesi più importanti. Quattro di quelle installate poi chiuse a suo tempo, le stiamo eliminando anche noi (Trino Vercellese, Garigliano, Caorso, Latina). Ciò significa che, più dei costruttori, oggi stanno entrando sul mercato imprenditoriale gli smantellatori.

É evidente che gli "appassionati" dei nucleare hanno perso la loro battaglia. Sconfitti da tre avversari: la contraria volontà popolare liberamente espressa; la bassa economicità e l'enorme massa di capitali da investire; la difficile soluzione del problema legato allo smaltimento delle scorie e dei materiali contaminati. Il gravissimo incidente di Fukuschima, dopo il disastro di Cernobyl, ha convinto i governanti ad un sostanziale ripensamento ed a rivedere i propri progetti, deludendo le attese dei sostenitori del grande affare. Secondo le previsioni dell'U.E., un impegno, quello della rimozione e bonifica, destinato, nel medio periodo, a creare migliaia di nuovi posti di lavoro ad alta specializzazione.
In Italia, si lavora, da anni e con notevole impegno di risorse finanziarie, alla cancellazione dell' "eredità" lasciataci dalle centrali morte appena nate, nei quattro siti sopraelencati. A dimostrazione di quanto sia arduo restituire integrità ad un territorio contaminato e liberarsi della ingombrante presenza di questi impianti. Siccome sulla strada dell'atomo è stata innestata, in molte parti, la marcia indietro; siccome le capacità produttive dell'idroelettrico sono ormai al limite; siccome la bolletta petrolifera è particolarmente esosa, la prospettiva delle fonti rinnovabili, da mezza scommessa qual'era, ora si è fatta certezza. Pur se la riduzione degli incentivi economici finirà per creare non poche difficoltà.

"L'industria green - ha dichiarato di recente Stefano Neri - sta diventando un motore potente per invertire il declino e innescare un processo di crescita ad alto contenuto sostenibile."
E quindi capace di operare una rilevante integrazione energetica e, nel medio periodo, occupare un posto di rilievo nelle strategie di sviluppo industriale e delle produzioni tecnologicamente avanzate. Ci sono grandi numeri ad accreditare questo settore della green economy. Riguardano gli investimenti, il risparmio, l'occupazione. Che anche l'Umbria partecipi a questo processo di transizione, è motivo di compiacimento. Stiamo cooperando per far sì che
"l'energia non rappresenti più - ha detto il Presidente Monti - per il nostro Paese, un fattore strutturale di svantaggio competitivo."
Ma c'è un'altra utile sperimentazione in atto, a Terni: il teleriscaldamento. Ne abbiamo parlato per anni, in diverse sedi, come un fattore di rilievo a fini di risparmio energetico, attraverso il recupero del calore. Nella fattispecie, il calore prodotto e disperso nell'atmosfera durante i processi di lavorazione dell'Acciaieria. Il sogno dell' "apprendista stregone" era quello di "rubare" il fuoco, scaldare l'acqua e, con l'acqua calda a buon mercato, alimentare i termosifoni di una ampia zona urbana. In tempi di crisi, sicuramente un metodo intelligente e ingegnoso, sulla direttrice riciclo - risparmio. Ed ecco allora, la notizia diramata dal Comune di Terni: è entrato in funzione, nel Quartiere di Borgo Bovio, l'impianto di teleriscaldamento. Il sistema funziona così: la prima parte è costituita dal processo di captazione dei "cascami termici" dell'A.S.T. Con i fumi caldi, si alimenta uno scambiatore di calore che porta a temperatura l'acqua immessa poi nella rete urbana, appositamente costruita per il teleriscaldamento, Si alimentano, in tal modo, utenze private e pubbliche, al momento limitate ad alcune strade del quartiere, ma suscettibili di ampliamento, in quanto la rete stessa è stata realizzata per accoglierne molte altre. Attualmente vengono serviti gli impianti a termosifone di due complessi residenziali, del Nucleo Peep e del Videocentro. E. non è poco. Dunque, una iniziativa di straordinaria importanza ecologica ed economica, perché si tratta di una operazione di recupero a costi esigui e di nessun impatto ambientale, una sorgente di energia pulita che merita la stessa attenzione delle altre fonti rinnovabili.
Umbria 7 Giorni Sabato 8 Dicembre 2012

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