"Con il lavoro che manca e le aziende che chiudono, la situazione non è certo facile, ma all'acciaieria di Terni, a differenza di altre città, sono più vicine la speranza, la compagnia e la solidarietà di tanti."
Ha avuto parole di ottimismo per il futuro, monsignor Paglia, che ieri mattina ha celebrato la sua prima Messa di Natale in fabbrica da arcivescovo e amministratore apostolico diocesano. Una scelta non casuale quella del Tubificio, fiore all'occhiello del gruppo Ast. Sotto i capannoni di Sabbione, tra le montagne di tubi pronti a partire per i 5 continenti, il presule ha notato
"una rinnovata attenzione verso lo stabilimento siderurgico temano, perché non solo resti compatto, ma possa trainare la stessa città verso una prospettiva più serena."
Anche quest'anno monsignor Paglia ha voluto rinnovare la tradizione del Natale in fabbrica perché - ha aggiunto rivolto ai lavoratori e alle loro famiglie
"è importante per me vescovo essere accanto a voi, starvi vicino e tornare a celebrare la messa all'interno dello stabilimento dove svolgete gran parte del vostro lavoro. E proprio qui ricordiamo il Natale ancora prima che in Cattedrale."
Sullo sfondo, accanto all'altare, due grandi foto sovrapposte: una del Tubificio e l'altra dell'acciaieria. Come a segnare due destini intrecciati e indissolubili. Un particolare che non sfugge all'amministratore delegato Omelia rivolta ai lavoratori L'arcivescovo Paglia, ora presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, nel corso della messa al Tubificio dell'Ast, Marco Pucci, che si congratula con il suo omologo del Tubificio, Massimo Ciommei, per l'organizzazione dell'evento prenatalizio. L’ingegner Pucci si rivolge poi al presule augurandogli di diventare cardinale e suscitando la risposta divertita del monsignore:
"Questo più che uno scherzo da prete, mi sembra uno scherzo da imprenditore."
In prima fila le massime autorità cittadine: dal sindaco Leopoldo Di Girolamo al presidente della Provincia Feliciano Polli. E poi i sindacalisti che stanno seguendo da vicino una vertenza che chiama in causa delicati equilibri internazionali. Monsignor Vincenzo Paglia, nella sua appassionata omelia, ricorda che
"il Natale torna perché siamo noi ad avere bisogno di una rinascita, è questo nostro Paese che ha bisogno di rinascere e di riprendere a sognare, è il mondo intero che spera in un 2013 un po' più sereno. Ma il mondo cambia - ha avvertito - se il nostro cuore cambia. Mi auguro che da qui possa ripartire non solo per le acciaierie, ma per tutta la città una speranza nuova. Il mondo di oggi potrà risorgere se le istituzioni, se i governi, se gli Stati, se le banche e le multinazionali dimenticheranno per un poco solo il pensiero per se stessi acquisendo uno sguardo umano verso gli altri: questo è l'inossidabile di cui abbiamo bisogno. Se c'è un po' di passione e di solidarietà - ha concluso - nulla è impossibile."
Corriere dell'Umbria Lunedì 17 Dicembre 2012

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