Quarta azienda ospedaliera in Italia (dati 2009 ministero della Salute) per costo medio per ricovero: 6.990 euro. La media nazionale è di 10.156 euro. Diciassettesima azienda ospedaliera in Italia per costo medio posto letto: 322.935 euro. La inedia italiana è 383.437 euro. L'azienda ospedaliera Santa Maria è l'ospedale dell'Umbria con il più elevato afflusso di pazienti extraregionali. Nel 2012 l'azienda ospedaliera ha avuto 125 milioni di euro di finanziamenti dalla Regione che costituiscono l'8% del fondo sanitario regionale a fronte del 20% dei ricoveri dei pazienti dell'intera regione: il che dimostra la forte attrazione che il Santa Maria ha avuto anche dal resto dell'Umbria.

Poi qualche numero: 29.300 i ricoveri complessivi nel 2012, 23.500 in regime di degenza e 5.800 in regime diurno, una dotazione di posti letto pari a 525 unità, 484 ordinari e 41 diurni, un tasso di occupazione dei posti letto che si attesta intorno al 90,0%, un incremento delle attività di alta specialità e un mantenimento del numero degli utenti provenienti da altre regioni. Il tasso di occupazione dei posti letto rimane attestato appena oltre il 90%, a dimostrazione dei consistenti livelli di attività cui sono sottoposte le strutture operative, mentre il numero di pazienti in regime di degenza presenti in media ogni giorno è di 425. La complessità della casistica trattata è in aumento rispetto all'anno precedente (peso medio Drg pari a 1,14).

Cresce dello 0,5% l'attività di alta specialità erogata a pazienti residenti in Umbria. Il trend positivo riguarda in particolare attività consolidate quali la cardiochirurgia (+3,1%), l'emodinamica (+9,9%), l'aritmologia cardiaca (+22,6%), la chirurgia digestiva (+20,2%) e la radiologia interventistica (+7,9%). Bilancio di fine anno, e anche di scadenza di mandato, più che positivo per il direttore generale Gianni Giovannini, per il direttore amministrativo Roberto Noto e per il direttore sanitario Leonardo Bartolucci. Presenti molti primari e direttori di dipartimento. Con la constatazione amara, ma su questo il team della dirigenza non c'entra nulla, che il Santa Maria nonostante vada a mille come efficienza e capacità di attrazione intra ed extraregionale sia ormai l'ospedale più vecchio della rete regionale; niente di paragonabile in quanto a modernità con l'altra azienda ospedaliera, il nuovissimo Silvestrini di Perugia.

La storia è tristemente nota e ieri mattina in conferenza stampa a questa si è riservato solo un accenno: dei famosi 24 milioni destinati al restyling strutturale, per il quale c'è già la progettazione di massima, e da tutti giudicati largamente insufficienti, 16 milioni dovevano arrivare dal governo nazionale e 8 dalla Regione. Dal governo finora non è arrivato nulla e dalla Regione sono arrivati 6 milioni. Con i quali Giovannini dice di aver realizzato comunque moltissime cose a cominciare dal nuovo reparto di neurochirurgia e il Centro salute donna. Il direttore amministrativo Noto ha chiarito che ogni anno con l'autofinanziamento si fa manutenzione ordinaria che consente di modernizzare i reparti. Novità positive in arrivo sul fronte dei finanziamenti ordinari regionali, che dovrebbero aumentare con la trasformazione attesa nel 2013 da azienda ospedaliera ad azienda ospedaliera universitaria che dovrebbe permettere di spalmare in modo equo, avendo gli stessi criteri, i finanziamenti regionali fra il Santa Maria e il Silvestrini. Ma la capacità dà strappare i soldi che servono per ristrutturare il Santa Maria è domandata alla politica.

Corriere dell'Umbria Giovedì 20 Dicembre 2012

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